{"id":2108,"date":"2015-12-03T09:43:38","date_gmt":"2015-12-03T08:43:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/?p=2108"},"modified":"2015-12-03T09:44:01","modified_gmt":"2015-12-03T08:44:01","slug":"i-peccati-della-stampa-e-i-danni-della-cattiva-informazione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2015\/12\/i-peccati-della-stampa-e-i-danni-della-cattiva-informazione\/","title":{"rendered":"I peccati della stampa e i danni della \u201ccattiva informazione\u201d"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nella conferenza stampa di luned\u00ec 30 novembre 2015, durante il volo di ritorno dalla Repubblica Centroafricana, papa Francesco ha parlato dei tre peccati pi\u00f9 comuni in cui pu\u00f2 cadere la stampa: \u00abla disinformazione \u2013 dire la met\u00e0 e non dire l\u2019altra met\u00e0 \u2013; la calunnia \u2013 la stampa non professionale: quando non c\u2019\u00e8 professionalit\u00e0, si sporca l\u2019altro con verit\u00e0 o senza verit\u00e0 \u2013; e la diffamazione, che \u00e8 dire cose che tolgono la fama di una persona, cose che in questo momento non fanno male, niente, forse cose del passato [\u2026]. Questi sono i tre difetti che attentano alla professionalit\u00e0 della stampa\u00bb. Consapevole che <em>errare humanum est<\/em>, il papa ha dichiarato apertamente che un giornalista, un vero professionista, \u00abse sbaglia, chiede scusa: Credevo, ma poi mi sono accorto di no. E cos\u00ec le cose vanno benissimo. \u00c8 molto importante\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci vuole tanta umilt\u00e0 nel mettere mano alla penna e dare sfogo alle proprie critiche, descrivendo fatti e raccogliendo idee, tesi, progetti e giudizi che richiedono sempre un confronto sereno con le ragioni dell\u2019altro, con l\u2019oggettivit\u00e0 di quello che si \u00e8 \u201cvisto\u201d, \u201csentito\u201d, \u201cletto\u201d, \u201cpensato\u201d o \u201cdescritto\u201d. In chi mette mano alla penna \u2013 a una tastiera del computer o del tablet \u2013 ci dev\u2019essere tanta umilt\u00e0 e quella sana tensione professionale che porta a valutare i fatti e le parole in pi\u00f9 prospettive, nella massima estensione verso la verit\u00e0 e le ragioni dell\u2019altro. Scrivere \u00e8 quasi un atto di conversione, nel tentativo di creare dialogo con l\u2019altro e comunione con gli altri, offrendo le giuste e dovute informazioni. Perch\u00e9 la comunicazione \u00e8 sempre un evento interpersonale che mette in gioco noi stessi e il prossimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo scrittore israeliano Amos Oz, in un famoso romanzo intitolato <em>Non dire notte<\/em> (edito della Feltrinelli nel 2007), afferma che le \u201cparole ci legano\u201d, perch\u00e9 spesso ci fanno dire cose che non abbiamo pensato o scritto. L\u2019ermeneutica del testo \u2013 l\u2019interpretazione delle parole \u2013 apre sempre una voragine difficile da riempire con le proprie convinzioni, soprattutto se sono cariche di pregiudizi. La lettura \u00e8 sempre sovversiva, perch\u00e9 lascia aperte nuove interpretazioni, a volte, distanti dal senso stesso del testo o dal significato letterale che l\u2019autore ha voluto dare a quelle parole. In un certo senso, le parole ci legano con il mondo e intrecciano legami inscindibili con persone che magari non abbiamo ancora incontrato. Cos\u00ec, allo stesso modo, le parole ci fanno sentire protagonisti di un libro, piangere se sono sommesse e riescono a lacerare il nostro spirito. Forse, il potere delle parole \u00e8 simile a quello delle mani: sono capaci di creare e distruggere in un attimo. Le parole ci spogliano, ci mettono a nudo di fronte agli occhi degli altri. Per questo vanno sempre misurate. Ma papa Francesco, nel suddetto intervento, non si \u00e8 soffermato sull\u2019interpretazione di un evento o su come leggere un libro; ha parlato di \u201ccattiva informazione\u201d, ossia mettere in circolo notizie incerte e incomplete; poi ha fatto riferimento alla calunnia e alla diffamazione, riprendendo un tema che gli sta molto a cuore. Infatti, nella visita pastorale a Napoli, lo scorso 21 marzo, parlando al clero e ai religiosi in Cattedrale, ha detto chiaramente che non c\u2019\u00e8 fraternit\u00e0 quando ci sono le chiacchiere. \u00abQuello che chiacchiera \u00e8 un terrorista che butta una bomba, distrugge stando fuori. Se almeno facesse il kamikaze! Invece distrugge gli altri. Le chiacchiere distruggono e sono il segno che non c\u2019\u00e8 fraternit\u00e0 [\u2026]. Le chiacchiere sono un terrorismo della fraternit\u00e0 diocesana, della fraternit\u00e0 sacerdotale, delle comunit\u00e0 religiose\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un esempio concretissimo di \u201ccattiva informazione\u201d \u2013 non ci permettiamo di fare riferimento a calunnie o diffamazioni perch\u00e9 crediamo alla buona fede degli autori, ma ne critichiamo una certa superficialit\u00e0 nel portare notizie \u2013 \u00e8 presente nel saggio fresco di stampa di A. Carfora &#8211; S. Tanzarella, <em>Il cristiano tra potere e mondanit\u00e0. 15 malattie secondo papa Francesco<\/em>, edito da Il pozzo di Giacobbe, Trapani 2015, che s\u2019impreziosisce con la bella e accorata introduzione del vescovo Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, il quale ne illustra chiaramente i contenuti a mo\u2019 di sintesi: \u00abQuesto volume prende le mosse dalle molteplici esperienze di umanesimo negato che papa Francesco, in molte occasioni, ha stigmatizzato. Lo ha fatto anche rivolgendosi ai superiori della Curia in occasione del Natale del 2014. Un discorso non di occasione o legato a una formale ricorrenza. Appare perci\u00f2 molto opportuna l\u2019iniziativa degli autori di offrire ai lettori un invito a rileggere le parole di Francesco e ad arricchirle con riferimento a uomini (Rosmini, Fogazzarro, Milani) che hanno amato senza riserve la chiesa. Il discorso di papa Francesco, franco ed esigente, in realt\u00e0 riguarda tutti quanti da vicino, trattandosi di malattie che impoveriscono l\u2019intero corpo ecclesiale, e non solo, e che rendono problematiche, se non controproducenti, specialmente le presenze e le testimonianze degli uomini di chiesa. Quelle che il papa ha messo in fila \u2013 il narcisismo come l\u2019eccesiva operosit\u00e0, la durezza di cuore, il funzionalismo, l\u2019alzheimer spirituale che fa perdere lo slancio gioioso dato dall\u2019incontro personale con Cristo e si concentra solo sul presente, la vanagloria, il servilismo cortigiano interessato a ingraziarsi il potere, il pessimismo sterile, l\u2019accumulare per sentirsi pi\u00f9 sicuri, la ricerca di consensi che diventano lo scopo della vita \u2013 sono tutte malattie che imputridiscono le esperienze ecclesiali impedendo alla chiesa di esprimersi come un corpo vivo, in cammino e in trasformazione\u00bb (pp. 5-6).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In effetti, gli autori di questo piccolo testo (appena 129 pagine in formato ridotto) hanno saputo rileggere in modo molto efficace il messaggio del papa a proposito della riforma della Chiesa cattolica, del suo ritorno alle origini e del radicamento del Vangelo nella testimonianza della vita di ogni credente, a partire dagli uomini e dalle donne di chiesa. Si parte dall\u2019<em>Evangelii gaudium<\/em> e si arriva al <em>Discorso<\/em> che papa Francesco tenne alla Curia il 22 dicembre 2014 per gli auguri di Natale. Gli autori fanno riferimento a una sedicesima malattia: il costantinismo (cf. pp. 23-30). \u00c8 un male, quest\u2019ultimo, che pu\u00f2 colpire tutte le Curie, in quanto rischiano di diventare luoghi artificiali alieni dall\u2019imprevisto e dalla vita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Anna Carfora e Sergio Tanzarella affermano che \u00e8 \u00abben comprensibile come l\u2019azione di riforma di Francesco trovi resistenze e ostacoli in non pochi ambienti curiali e di potere\u00bb (p. 47). Successivamente, essi fanno riferimento a un nostro articolo apparso sul famoso blog <a href=\"http:\/\/www.sanfrancescopatronoditalia.it\/blog-francescani\/francesco-non-e-papa-513\">www.sanfrancescopatronoditalia.it\/blog-francescani\/francesco-non-e-papa-513<\/a>, che recensiva il saggio di A. Socci, <em>Non \u00e8 Francesco. La chiesa nella grande tempesta<\/em> (Mondadori, Milano 2014). Tale recensione \u00e8 apparsa anche sulla prestigiosa Rivista di Teologia da noi diretta <em>Asprenas<\/em>, della Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale Sez. S. Tommaso d\u2019Aquino (cf. <em>Asprenas <\/em>61 [2014] 1-4, 313-317, qui 315). Gli autori parlano di \u201cidea balzana\u201d quella che attribuisce a papa Francesco, in quanto gesuita, la non esperienza della fraternit\u00e0 tipica invece della tradizione francescana. E aggiungono: \u00abUna inverosimile contrapposizione dal sapore stantio delle controversie del passato tra francescani e gesuiti. Come se per realizzare la fraternit\u00e0 bastasse la sigla di un ordine religioso o un abito\u00bb (p. 49).\u00a0 Non si tratta in nessun modo di \u201cidea balzana\u201d, perch\u00e9 la vera rivoluzione di papa Francesco sta proprio nell\u2019aver riscoperto, da gesuita, la tradizione francescana che punta sul senso collegiale della fraternit\u00e0. La forza di questo papa sta proprio nel rivoluzionare il senso giuridico e teologico della comunit\u00e0. Ci dispiace riscontrare che gli autori del saggio abbiano travisato completamente le nostre parole. Papa Francesco mette in crisi i nostri modelli di comunit\u00e0 a vantaggio della fraternit\u00e0 cristiana delle origini e di quella sanfrancescana, che ponevano al centro il Vangelo come vita e la pace tra i discepoli. Ed \u00e8 paradossale e profetico che un gesuita si mostri tanto sensibile a questo tema. Se vogliamo comprendere il \u201cciclone Francesco\u201d, \u00e8 necessario riconsiderare il modello di fraternit\u00e0 e non di comunit\u00e0 che ispira Bergoglio. Non si tratta di una questione accademica tra francescani e gesuiti dal \u201csapore stantio\u201d. La forza di questo pontificato \u00e8 nell\u2019aver ricentrato la missione di Pietro sul Vangelo come forma di vita per ogni discepolo. \u00c8 questo il cuore della regola francescana alla quale tutti noi dobbiamo ritornare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abLa fraternit\u00e0 francescana si qualifica come un messaggio di testimonianza, offerto al mondo, dell\u2019universale paternit\u00e0 di Dio e dell\u2019universale fraternit\u00e0 dell\u2019uomo. I contenuti e i valori di questo messaggio si fondano essenzialmente sull\u2019esperienza di vita evangelica, realizzata un giorno da san Francesco con i suoi primi compagni, che uomini-fratelli del nostro tempo vogliono rivivere nel nome di Cristo, come segno di speranza, per un dono di pace e di universale fraternit\u00e0 tra tutti i figli di Dio\u00bb (A. Boni, <em>Fraternit\u00e0<\/em>, in E. Caroli [coor.], <em>Dizionario francescano. Spiritualit\u00e0<\/em>, Edizioni Messaggero, Padova 1983, 614-638, qui 614). La fraternit\u00e0 evangelica rivissuta dal Poverello di Assisi umanizza il mondo e si presenta come l\u2019autentico umanesimo cristiano, che fa del dono di s\u00e9 per i fratelli e della lode a Dio il suo centro vitale. La forza dirompente di papa Francesco \u00e8 di aver riscoperto il Vangelo come vita da vivere nell\u2019oggi della nostra storia di credenti. Per il papa, una fraternit\u00e0 \u00e8 vera, evangelica, perfetta, non se vive tutte le regole e le leggi della chiesa, ma se \u00e8 capace di riconciliarsi, di chiedere scusa, di accogliere sempre i suoi membri e di riconoscere i propri peccati o errori. Perch\u00e9 il principio agapico \u00e8 il fine delle nostre relazioni, mentre la verit\u00e0, anche quella dottrinale e normativa, \u00e8 lo strumento della comunione. Fare fraternit\u00e0, avere misericordia, vuol dire, in quest\u2019ottica, volere sempre il bene dell\u2019altro, ossia custodire nel bene il fratello, anche se peccatore. \u00c8 questa l\u2019intuizione del Poverello che Bergoglio ha fatto sua e che noi stessi stentiamo a mettere in pratica o anche a riscoprire in ambito curiale, accademico, ministeriale e pastorale. Il cuore della fraternit\u00e0 \u00e8 donarsi per il bene dell\u2019altro che ci sta di fronte. \u00c8 nell\u2019etica del dono, della gratitudine e dell\u2019accoglienza che si rivela la forza del Vangelo e si esprime credibilmente la missione della chiesa (cf. O. Todisco, <em>Lo stupore della ragione. Il pensare francescano e la filosofia moderna<\/em>, Edizioni Messaggero, Padova 2003, 349-359).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dispiace anche la critica successiva che appare nei nostri confronti nel saggio di Carfora e Tanzarella, quando si afferma: \u00abMa c\u2019\u00e8 di peggio appena pi\u00f9 avanti, quando Scognamiglio attacca direttamente l\u2019azione pastorale di Francesco accusandolo di imprudenza, di sostenere e fomentare le ragioni dell\u2019anticlericalismo, di fare battute inadeguate al suo ruolo, di essere egocentrico, e di far sentire vescovi e preti sotto giudizio negativo\u00bb (p. 49).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La recensione al testo di Socci, ove abbiamo provato a sminuire e a dimostrare l\u2019infondatezza delle accuse sollevate al Santo Padre, consapevoli che papa Francesco non ha bisogno della nostra difesa, fu richiesta direttamente dalle Edizioni Paoline per il loro sito, in seguito alla polemica fatta sorgere dallo stesso Socci dopo che le Paoline decisero di non distribuire nelle loro librerie il suo testo, forse favorendone inconsapevolmente la pubblicizzazione. \u00c8 qui che Carfora e Tanzarella hanno fatto \u201cdisinformazione\u201d \u2013 e non andiamo oltre, perch\u00e9 non possiamo credere che due colleghi della stessa Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale abbiano voluto infangare il nostro nome per chiss\u00e0 quale motivo! \u2013: nella recensione a Socci abbiamo riportato come <em>pars destruens<\/em> tutte le paure, i pregiudizi e le ansie raccolte sia da Socci che da noi sui blog e nel contatto quotidiano con fedeli e presbiteri che, a volte, restano disorientati per certi pronunciamenti pungenti \u2013 anche se profetici \u2013 di papa Francesco. Ci sono tantissimi cristiani impegnati nell\u2019evangelizzazione che restano confusi da alcuni discorsi del Santo Padre, soprattutto per la strumentalizzazione che avviene da parte dei media. \u00c8 sufficiente considerare il rumore mediatico <em>ante<\/em> e <em>post<\/em> celebrazione del Sinodo sulla famiglia per alcuni temi scottanti: coppie di fatto, unione gay&#8230; Si tratta d\u2019insicurezza, di paura e disorientamento che la cattiva informazione mediatica pone in atto. \u00c8 una condizione psicologica di forte disagio, che abbiamo respirato anche a Philadelphia durante il VII Incontro mondiale delle famiglie e che lo stesso papa Francesco ha voluto pi\u00f9 volte sminuire con i suoi successivi interventi durante il Sinodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La citazione riportata dai colleghi della nostra recensione a Socci si ferma alla <em>pars destruens<\/em> e non considera la <em>pars construens<\/em> che segue, dove affermiamo: \u00abEvidentemente, dobbiamo ancora comprendere che il \u201cciclone Francesco\u201d sta avviando una rivoluzione culturale e missionaria che tocca anche il nostro modo di annunciare e di vivere il Vangelo, come anche il semplice parlare di Ges\u00f9 Cristo, restando sempre in comunione con i papi precedenti e in continuit\u00e0 con il rinnovamento e la riforma voluta dal Concilio Vaticano II. Il linguaggio semplice, ricco di metafore e simboli, di papa Francesco \u00e8 uno sprone per noi tutti a non prenderci troppo sul serio, a scendere dai nostri piedistalli e a stare in mezzo alla gente, rinunciando a tante pompe magne! \u00c8 in questa prospettiva che dobbiamo valutare anche l\u2019apertura di papa Francesco ai cristiani separati e risposati: se ci sono problemi e disagi concreti, per papa Francesco, vanno affrontati immediatamente, senza diplomazia o troppe teorie. Se la Chiesa cattolica \u00e8, per usare una metafora bergogliana, \u201cun ospedale da campo\u201d, allora non c\u2019\u00e8 tempo per analisi interminabili e non si possono sprecare energie per difendere troppo la propria immagine: occorre, invece, intervenire, curare, sanare e aiutare chi \u00e8 ferito. Nel cuore di papa Francesco, dunque, ci sono i tanti feriti e delusi dalla vita e dalla Chiesa cattolica \u2013 ben rappresentati dal figliol prodigo della parabola del Padre buono \u2013 che attendono di sperimentare attraverso di noi non semplicemente l\u2019astratta verit\u00e0 o dottrina di Ges\u00f9 Cristo, ma la concreta misericordia del Padre che in Cristo ci \u00e8 stata donata per sempre! Negli abbracci di Francesco si rivela la bont\u00e0 del Padre che va in cerca dei tanti figli e figlie della chiesa oramai considerati perduti e demotivati\u00bb (<em>Asprenas<\/em>, pp. 316-317).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infondate e superficiali le critiche di Carfora e di Tanzarella riportate nei confronti della nostra persona. Non abbiamo bisogno di mostrare la nostra fedelt\u00e0 e stima al Santo Padre: parlano i tanti blog e le numerose pubblicazioni in cui riprendiamo il suo magistero e le sue parole, che continuano a metterci in crisi. \u00c8 sufficiente rileggersi i nostri blog apparsi sul sito <a href=\"http:\/\/www.sanfrancescopatronoditalia\">www.sanfrancescopatronoditalia<\/a> e dare uno sguardo alla nostra ultima pubblicazione: <em>\u00abAmate i vostri nemici\u00bb (Mt 5,44). Utopia dell\u2019amore o follia della croce? Celebrare la Misericordia<\/em>, LDC, Leumann (Torino) 2015, come pure al prossimo numero di <em>Asprenas<\/em> dedicato completamente al Giubileo della Misericordia. Vi \u00e8 addirittura il nostro sito <a href=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\">www.centrostudifrancescani.it<\/a> dedicato a papa Francesco soprattutto per il suo impegno per il dialogo ecumenico e interreligioso, come altres\u00ec per la pace e la giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ringraziamo Carfora e Tanzarella per averci dato occasione per chiarire la nostra posizione e per aver creato un nuovo dibattito, nella speranza di lavorare insieme, in fraternit\u00e0, dialogando, per la missione della chiesa e il bene del mondo, evitando \u2013 per quanto sia possibile \u2013 di morderci e di divorarci a vicenda (cf. <em>Gal <\/em>5,3-5). Avremmo desiderato, visto la vicinanza delle nostre due Sezioni di Facolt\u00e0 (S. Luigi e S. Tommaso), un confronto sereno e un chiarimento con gli autori prima ancora della pubblicazione del loro saggio. Tuttavia, si sa, spesso, nella fretta di \u201cdare alle stampe\u201d il frutto del nostro lavoro, ci lasciamo andare a refusi, abbagli, imprecisioni. A volte, il cattivo coordinamento, come anche la malattia della rivalit\u00e0 e della vana gloria, delle chiacchiere, delle mormorazioni e dei pettegolezzi, non risparmia proprio nessuno, anche noi che studiamo, scriviamo, e pubblichiamo. [<em>Edoardo Scognamiglio<\/em>]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-content\/tv-o-web1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-2109\" src=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-content\/tv-o-web1-300x225.jpg\" alt=\"tv-o-web1\" width=\"300\" height=\"225\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Nella conferenza stampa di luned\u00ec 30 novembre 2015, durante il volo di ritorno dalla Repubblica Centroafricana, papa Francesco ha parlato dei tre peccati pi\u00f9 comuni in cui pu\u00f2 cadere la stampa: \u00abla disinformazione \u2013 dire <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2015\/12\/i-peccati-della-stampa-e-i-danni-della-cattiva-informazione\/\" title=\"I peccati della stampa e i danni della \u201ccattiva informazione\u201d\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[1080,1077,525,66,1079,1078,738,837,839,164,1076,343],"class_list":["post-2108","post","type-post","status-publish","format-standard","category-news-eventi","tag-calunnia","tag-carfora","tag-comunita","tag-dialogo","tag-diffamazione","tag-disinformazione","tag-fraternita","tag-papa-francesco","tag-peccati","tag-stampa","tag-tanzarella","tag-verita"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2108","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2108"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2108\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2110,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2108\/revisions\/2110"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2108"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2108"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2108"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}