{"id":3516,"date":"2016-09-02T09:59:05","date_gmt":"2016-09-02T08:59:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/?p=3516"},"modified":"2016-09-02T10:06:04","modified_gmt":"2016-09-02T09:06:04","slug":"riprendono-le-attivita-del-centro-studi-francescani-di-maddaloni-ce","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2016\/09\/riprendono-le-attivita-del-centro-studi-francescani-di-maddaloni-ce\/","title":{"rendered":"Riprendono le attivit\u00e0 del Centro Studi Francescani di Maddaloni (Ce)"},"content":{"rendered":"<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: 'arial black', sans-serif; color: #ff0000;\">METTERSI NEI PANNI DELL\u2019ALTRO<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: arial, helvetica, sans-serif; color: #ff0000; font-size: 18pt;\">Il dialogo come accoglienza e impegno per la pace<\/span><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 12pt; color: #0000ff;\"><a style=\"color: #0000ff;\" href=\"http:\/\/issuu.com\/luceserafica\/docs\/csf_annuario_16-17_web?workerAddress=ec2-54-173-168-45.compute-1.amazonaws.com\" target=\"_blank\">CLICCA QUI PER CONSULTARE L&#8217;ANNUARIO<\/a><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00abC\u2019\u00e8 una parola che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e soprattutto di testimoniare: dialogo. Scopriremo che aprirci agli altri non impoverisce il nostro sguardo, ma ci rende pi\u00f9 ricchi perch\u00e9 ci fa riconoscere la verit\u00e0 dell\u2019altro, l\u2019importanza della sua esperienza e il retroterra di quello che dice, anche quando si nasconde dietro atteggiamenti e scelte che non condividiamo. Un vero incontro implica la chiarezza della propria identit\u00e0, ma al tempo stesso la disponibilit\u00e0 a mettersi nei panni dell\u2019altro per cogliere, al di sotto della superficie, ci\u00f2 che agita il suo cuore, che cosa cerca veramente. In questo modo pu\u00f2 iniziare quel dialogo che fa avanzare nel cammino verso nuove sintesi che arricchiscono l\u2019uno e l\u2019altro. Questa \u00e8 la sfida davanti alla quale si trovano tutti gli uomini di buona volont\u00e0\u00bb (Francesco, Messaggio [19-8-2016] in occasione del XXXVII Meeting per l\u2019amicizia fra i popoli [Rimini, 19 &#8211; 25 agosto 2016]).<br \/>\nIl dialogo si realizza nella vita di ogni giorno e si traduce, concretamente, nella capacit\u00e0 di mettersi nei panni dell\u2019altro, di accogliere chi \u00e8 in difficolt\u00e0, di dare fiducia allo straniero, al migrante, a tutto il prossimo che abbiamo di fronte, vincendo paure e pregiudizi, chiusure e incomprensioni. \u00c8 chiaro che ci troviamo in difficolt\u00e0, considerando gli attentati terroristici di matrice religiosa di quest\u2019ultimo anno. Proprio per questo, il dialogo \u00e8 una sfida, una testimonianza di vita e di fede, dalla quale non possiamo sottrarci.<br \/>\n\u201cAccogliere\u201d non equivale semplicemente ad \u201caccettare\u201d qualcuno con una buona disposizione d\u2019animo, n\u00e9 ad \u201capprovare\u201d o a \u201ctollerare\u201d la presenza d\u2019altri, n\u00e9 pu\u00f2 essere \u2013 riduttivamente \u2013 il \u201ccontenere\u201d in uno spazio o luogo delimitato la presenza dello straniero, vuoi dell\u2019immigrato, vuoi del clandestino, o del prossimo-rifugiato diverso da me, fuori da qualsiasi legame sociale e conviviale, politico ed economico, culturale e religioso. \u201cAccogliere\u201d vuol dire, cristianamente, \u201cricevere\u201d o \u201ccondividere\u201d un dono, nella consapevolezza che l\u2019altro \u2013 chiunque egli sia \u2013 \u00e8 per me sempre un fratello, una sorella, perch\u00e9 tutti siamo figli e figlie di un solo Padre che \u00e8 nei cieli. Chi \u00e8 capace di \u201caccogliere\u201d \u00e8 consapevole di ricevere un dono prezioso e di essere o sentirsi come uno \u201cstraniero tra gli stranieri\u201d, come uno che abita in una casa che si trova in esilio tra le altre abitazioni del mondo, in quell\u2019unico spazio o oikumene che \u00e8 la terra abitata da tutti. \u00c8 la \u201cradice abramitica\u201d dell\u2019accogliere stando fuori (di s\u00e9), dal proprio mondo, proiettati in uno spazio pi\u00f9 grande, quello della diversit\u00e0 e dell\u2019alterit\u00e0 a ogni livello.<br \/>\nIn quest\u2019ordine, l\u2019accoglienza ha un significato sponsale, sacrale (\u00abio accolgo te\u00bb), e diviene convivium che \u00e8 oltre le parole, ossia comunione profonda dei nostri vissuti di fede e di storia, delle nostre risorse, dei beni, delle speranze che ci abitano insieme alle nostre povert\u00e0 o fragilit\u00e0.<br \/>\nSecondo tale prospettiva, il dialogo ci pone gli uni di fronte agli altri \u2013 gli occhi negli occhi \u2013 in un confronto anche tacito, \u00abperch\u00e9 nell\u2019amore e nell\u2019accoglienza i silenzi sono spesso pi\u00f9 eloquenti delle parole. \u00c8 l\u2019incontro con un volto, un \u201ctu\u201d che riflette l\u2019amore divino\u00bb (Francesco, Esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia [8-4-2016], n. 12), pur consapevoli delle differenze che ci abitano e ci co-costituiscono. Perch\u00e9 il dialogo non \u00e8 una forma retorica della conversazione, n\u00e9 un discorso alternativo fra due o pi\u00f9 persone, e neppure una semplice informazione o comunicazione tra pi\u00f9 soggetti diversi, bens\u00ec un evento di comunione, d\u2019incontro fraterno con l\u2019altro. Accogliere, allora, significher\u00e0, cristianamente, fare del dialogo e dell\u2019amicizia fraterna il nostro stile di vita, riconoscendo che i sospetti e i pregiudizi nei confronti dell\u2019altro si pongono in conflitto con il comandamento biblico di accogliere con rispetto e solidariet\u00e0 lo straniero bisognoso e che \u00e8 necessario passare da un atteggiamento di difesa e di paura, di disinteresse o di emarginazione a un atteggiamento che ha alla base la cultura dell\u2019incontro, l\u2019unica capace di costruire un mondo pi\u00f9 giusto e fraterno.<br \/>\nL\u2019impegno per il dialogo ci sprona a diventare protagonisti della speranza, della fiducia, del bene, e a non restare in questo mondo come vittime ammutolite del male che si manifesta, talvolta, in modo tragico e drammatico. Essere protagonisti del dialogo significa prendere in mano la nostra vita e dare un contributo concreto alla pace, alla fratellanza, all\u2019incontro, al bene, con la propria fede, umanizzando il mondo.<br \/>\nIl terrorismo \u00e8 un\u2019ideologia e ha la sua forza nell\u2019imprevedibilit\u00e0 e nella capacit\u00e0 di incutere paura \u2013 appunto \u201cterrore\u201d \u2013 nella societ\u00e0 internazionale. Coloro che si tolgono la vita nel nome di Dio \u2013 chiunque egli sia \u2013 si lasciano prendere dal desiderio di onnipotenza e diventano vittime della stessa ideologia in atto, del fondamentalismo religioso che non ha niente di santo o di sacro. Chi si toglie la vita uccidendo gli altri non \u00e8 cristiano, n\u00e9 ebreo n\u00e9 musulmano, e neanche buddhista o shintoista o appartenente al complesso mondo religioso hindu. Chi decide di bruciare o di far saltare la propria esistenza agisce contro la ragione e cade nella spirale del male e del totalitarismo con l\u2019assurda pretesa di farsi giustizia da solo e di rivendicare il proprio ideale attraverso la morte. Solo chi \u00e8 esaltato o preso dal raptus della violenza pu\u00f2 fare questo. Spesso i terroristi sono persone che provengono da buone famiglie, formati nelle migliori scuole occidentali, asserviti a falsi ideali di giustizia, di verit\u00e0, di bene, di rispetto della propria visione del mondo.<br \/>\nLa risposta cristiana al male, alla violenza, a ogni terrorismo, \u00e8 data solo dall\u2019amore, dalla volont\u00e0 di continuare ad amare e ad accogliere nonostante tutta la violenza sparsa per il mondo. \u00c8 in questa prospettiva che opera il Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture.<br \/>\nQuest\u2019anno sono da segnalare due importanti forum: il primo sulla famiglia e il secondo sulla sicurezza ad ampio raggio (sul lavoro, a livello informatico, per la scuola e gli edifici pubblici, in ambito socio-sanitario, in rapporto al terrorismo, etc\u2026).<br \/>\nAncor prima della ripresa di tutte le nostre attivit\u00e0 (forum, convegni, laboratori, etc\u2026), non possiamo non menzionare il viaggio di papa Francesco ad Assisi programmato per il 20 settembre 2016. Sar\u00e0 un momento molto importante per dare testimonianza allo \u201cSpirito di Assisi\u201d e al dialogo tra i popoli e le religioni. Papa Francesco prender\u00e0 parte all\u2019incontro conclusivo della giornata mondiale di preghiera per la pace intitolato: \u201cSete di pace. Religioni e culture in dialogo\u201d. Si tratta dell\u2019incontro internazionale e interreligioso per la pace organizzato, come ogni anno, dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio, a trent\u2019anni dallo storico vertice voluto da san Giovanni Paolo II (1986) e sullo sfondo di un frangente geopolitico incandescente. In un momento storico difficile per le minacce costituite dalla violenza diffusa, dal terrore e dalle guerre in corso in Medio Oriente e in Africa, centinaia di capi religiosi di tutti i continenti si vedranno nella citt\u00e0 di san Francesco insieme a rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni e accompagnati da una partecipazione popolare da diverse citt\u00e0 italiane ed europee.<br \/>\nLa sfida del dialogo e la testimonianza dell\u2019accoglienza toccano anche il nostro mondo, il pianeta Terra. L\u2019Onu ha dichiarato il 2017 anno internazionale del \u201cturismo sostenibile\u201d, nella speranza di diffondere la consapevolezza del grande patrimonio delle varie civilt\u00e0 del mondo e nel portare, al riguardo, un miglior apprezzamento di valori intrinsechi delle diverse culture, contribuendo cos\u00ec al rafforzamento della pace nel mondo. Il turismo sostenibile riguarda anche i milioni di pellegrini che si recano in Terra Santa e nei santuari mariani sparsi in tutto il mondo. A muoversi sono comunit\u00e0, etnie, culture e religioni che prendono forma nel nostro vissuto che va sempre pi\u00f9 orientato al convivio delle differenze, al rispetto dell\u2019ambiente e alla sicurezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">8 settembre 2016<br \/>\nNativit\u00e0 della Beata Vergine Maria<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"https:\/\/issuu.com\/luceserafica\/docs\/nei_panni_dell_altro_2016_2017\" target=\"_blank\">Il Direttore<\/a><br \/>\n<strong>Fra Edoardo Scognamiglio, Ofm Conv.<\/strong><br \/>\n<em>Ministro Provinciale di Napoli e Basilicata<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-3525\" src=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-content\/IMG_6058-300x250.jpg\" alt=\"IMG_6058\" width=\"300\" height=\"250\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>METTERSI NEI PANNI DELL\u2019ALTRO Il dialogo come accoglienza e impegno per la pace CLICCA QUI PER CONSULTARE L&#8217;ANNUARIO \u00abC\u2019\u00e8 una parola che non dobbiamo mai stancarci di ripetere e soprattutto di testimoniare: dialogo. 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