{"id":5423,"date":"2022-06-21T10:49:39","date_gmt":"2022-06-21T09:49:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/?p=5423"},"modified":"2022-06-21T10:49:41","modified_gmt":"2022-06-21T09:49:41","slug":"fraternita-e-shoah","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2022\/06\/fraternita-e-shoah\/","title":{"rendered":"Fraternit\u00e0 e Shoah"},"content":{"rendered":"\n<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>LA VICENDA DI ETTY HILLESUM<\/strong><\/span><\/h3>\n<p>\u2018<em>Nonostante il dolore la vita \u00e8 bella<\/em>\u2019<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>. Etty Hillesum non parla di fraternit\u00e0, ma di amore universale, amore anche per il nemico, superamento dell\u2019odio.&nbsp; L\u2019amore universale ha una dimensione interreligiosa, perch\u00e9 da ebrea ha apprezzato molto la filosofia e spiritualit\u00e0 cristiana, particolarmente di sant\u2019Agostino ed anche del buddhismo. La breve vita di Etty \u00e8 stata inizialmente molto disorientata, problematica anche trasgressiva e soffriva di depressione. Poi c\u2019\u00e8 stata una graduale evoluzione fino ad arrivare all\u2019altruismo nel Campo di lavoro (sar\u00e0 una sua scelta andarvi, poich\u00e9 poteva salvarsi, ma volle seguire il destino del suo popolo) e alla spiritualit\u00e0 (ebraica, cristiana e agostiniana e buddhista) quasi mistica.<\/p>\n<p><em>Iter biografico di Etty<\/em> \u2013 Etty Hillesum \u00e8 una giovane ebrea olandese, intellettuale che si \u00e8 confrontata in modo personale con la realt\u00e0 del dolore e dell\u2019odio. Ester era nata il 15 gennaio 1914 a Middelbur, dove insegnava lingue classiche. Quando gli Hillesum si stabilirono a Deventer, nell\u2019Olanda orientale, il padre divenne preside del Ginnasio Municipale. Egli era uno studioso rinomato. La moglie, di origine russa, era molto diversa da lui, caotica e passionale, per cui il matrimonio non fu sereno. Il rapporto di Etty con la madre era piuttosto conflittuale, come emerge dal <em>Diario<\/em> (1941-1943, Adelphi) e la situazione cambi\u00f2 solo durante la dura prova del campo di lavoro [Qui Etty si ritrover\u00e0 con la madre, con il padre ammalato e il fratello Misha, molto fragile emotivamente. Nel Campo avr\u00e0 una cura premurosa per entrambi i genitori, nonostante i disagi da affrontare e i gravosi compiti a lei affidati]. Sia Etty che i fratelli Misha e Jaap erano molto intelligenti e particolarmente dotati. Misha era un musicista geniale, considerato uno dei pi\u00f9 promettenti pianisti d\u2019Europa. Jaap divenne medico e gi\u00e0 a diciassette anni scopr\u00ec un nuovo tipo di vitamina. Etty amava la filosofia; si laure\u00f2 in giurisprudenza ad Amsterdam e poi s\u2019iscrisse alla Facolt\u00e0 di Lingue Slave. Poco prima della guerra si era stabilita ad Amsterdam presso la casa di Han Wegerif, un vedovo di sessantadue anni che aveva un figlio di ventuno anni. Etty aveva il compito di occuparsi della casa, in cambio dell\u2019ospitalit\u00e0. Nacque presto una relazione tra Etty ed Han, che ella nel Diario chiama Pa Han. In tale casa viveva anche l\u2019infermiera Maria Tuinzing, che divenne molto amica della Hillesum.&nbsp; Etty comincia il <em>Diario<\/em> la domenica del 9 marzo 1941, in cui fa una spietata autoanalisi, qualche mese dopo aver conosciuto l\u2019uomo che sarebbe diventato il centro della sua vita.&nbsp; Si tratta di Julius Spier, il fondatore della <em>Psicochirologia<\/em>, un ebreo emigrato da Berlino, nato a Francoforte il 25 aprile 1887. Egli era stato direttore di banca, aveva fondato una casa editrice e coltivava da sempre l\u2019interesse per la lettura della mano. Spier si trasfer\u00ec a Zurigo per fare il <em>training<\/em> analitico con Carl Gustav Jung. Fu proprio Jung a convincerlo a trasformare la psicochirologia in una vera professione. Nel 1939 raggiunse la sorella nei Paesi Bassi ed i suoi figli rimasero con la madre in Germania, che non era ebrea e da cui aveva divorziato nel 1935. Era un uomo che aveva carisma, molto ammirato dai suoi discepoli e particolarmente dalle donne, a cui non era indifferente a causa della sua condotta trasgressiva. E\u2019 stato Spier a guidare la Hillesum, confusa e depressa, nella scoperta degli autentici valori umani fondati sull\u2019altruismo. Julius aiuta Etty anche nella scoperta di se stessa&nbsp; e nella tensione verso il divino, attraverso una profonda esperienza personale. Spier indirizza la Hillesum verso una religiosit\u00e0 libera dagli steccati dei dogmi e delle tradizioni. Spier aveva una relazione con tutte le sue pazienti e motivava questo suo comportamento come rigorosa psicoterapia, basata sull\u2019integrazione di corpo ed anima, e iniziava con una \u2018lotta\u2019 tra medico e paziente. Etty lott\u00f2 contro se stessa ma invano e divenne dipendente psicologicamente dal suo medico. Con il tempo riusc\u00ec a sentirsi libera da questo rapporto, quando nel secondo soggiorno al Campo si dedic\u00f2 esclusivamente ad aiutare gli altri e la sua spiritualit\u00e0 si rafforz\u00f2 sempre pi\u00f9<a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Nel Diario l\u2019ebrea olandese, inizialmente fa riferimento solo a vicende personali, anche se sullo sfondo c\u2019\u00e8 la guerra e ci sono i nazisti. Nel 1941 a Amsterdam ci fu il primo sciopero <em>anti-pogrom<\/em> della storia europea ed i nazisti inasprirono la repressione contro gli ebrei; vennero creati dapprima i <em>ghetti<\/em> e poi i <em>campi di lavoro. <\/em>Nel <strong>1942<\/strong> iniziarono le deportazioni di massa. Gli ebrei venivano trasferiti a <strong>Westerbork<\/strong>, nella zona orientale dei Paesi Bassi. Si trattava di un campo di smistamento, ultima tappa prima di Auschvitz. Il 15 luglio 1942&nbsp; Etty trova lavoro presso una delle sezioni del <em>Consiglio Ebraico<\/em>. Esso era costituito da venti ebrei di elevata condizione sociale, con diversi funzionari alle loro dipendenze. Questa organizzazione, voluta dai tedeschi, faceva da cuscinetto fra gli ebrei e i nazisti.<\/p>\n<p><em>Umanitarismo universale e tensione mistica<\/em> &#8211; Nonostante la situazione personale molto problematica e confusa, l\u2019ebrea olandese non rimase indifferente alla situazione storica e alle tragedie dell\u2019umanit\u00e0: \u201cMi sento piuttosto \u2013 ella scrive \u2013 come un piccolo campo di battaglia su cui si combattono i problemi, o almeno alcuni problemi del nostro tempo. L\u2019unica cosa che si pu\u00f2 fare \u00e8 offrirsi umilmente come campo di battaglia\u201d<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. Etty vive in s\u00e9 il contrasto tra il sentimento di universalit\u00e0 e un forte bisogno di ritornare in se stessa, nella propria intimit\u00e0 psicologica, in quanto il carico del dolore dell\u2019umanit\u00e0, che fa suo, le causa uno sfinimento fisico. Tra questi due aspetti della vita secondo la Hillesum, ci deve essere integrazione: \u201cDobbiamo poter ricuperare i nostri stretti confini \u2013 ella scrive \u2013 e continuamente dentro di essi \u2013 scrupolosamente e coscienziosamente \u2013 la nostra vita limitata, mentre quei momenti di contatto quasi \u2018impersonali\u2019 con tutta l\u2019umanit\u00e0 ci rendono ogni volta pi\u00f9 maturi e profondi\u201d<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>. La giovane olandese avverte in s\u00e9 il contrasto tra l\u2019amore (fraterno) universale e l\u2019amore particolare per un uomo e osserva che, se le donne non si sono particolarmente affermate nel campo della scienza e dell\u2019arte, \u00e8 perch\u00e9 concentrano il loro amore e la loro creativit\u00e0 su un solo uomo<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>. Sempre nel contesto della sua dialettica psicologica, la lotta tra sentimenti contrastanti, la Hillesum scrive: \u201cLe cose veramente primordiali in me sono i sentimenti umani, una sorta di amore e compassione elementari che provo per le persone, per tutte le persone\u201d<a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>. Nonostante nel suo cuore ci sia posta per tutta l\u2019umanit\u00e0, la giovane olandese prova anche una grande solitudine: \u201cSola Dio mio. E\u2019 dura. Perch\u00e9 il mondo \u00e8 inospitale. Ho un cuore molto appassionato, ma mai per una persona sola: per tutte le persone. E\u2019 un cuore molto ricco, io credo\u201d<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>. L\u2019amore universale che la Hillesum avverte in s\u00e9 la porta a prendere le distanze dall\u2019odio ed a cercare di capire perch\u00e9 si verificano le atrocit\u00e0: \u201cTutti questi orrori non sono come un pericolo misterioso e lontano al di fuori di noi, ma che si trovano vicinissimi e nascono dentro di noi. E perci\u00f2 sono molto pi\u00f9 familiari e assai meno terrificanti. Quel che fa paura \u00e8 il fatto che certi sistemi possono crescere al punto da superare gli uomini e da tenerli stretti in una morsa diabolica, gli autori come le vittime\u201d<a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>. I sentimenti umanitari della Hillesum si ricollegano alla scoperta di Dio nella profondit\u00e0 del proprio essere: \u201cDentro di me \u2013 ella scrive \u2013 c\u2019\u00e8 una sorgente molto profonda. E in quella sorgente c\u2019\u00e8 Dio. A volte riesco a raggiungerla, pi\u00f9 sovente essa \u00e8 coperta da pietre e sabbia: allora Dio \u00e8 sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo\u201d<a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>. Etty ritiene che Dio vada cercato nella propria profondit\u00e0, anzi s\u2019identifica con essa, cio\u00e8 con la \u2018vastit\u00e0\u2019 che c\u2019\u00e8 in lei<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a>. Bisogna fare autoconoscenza per poterLo trovare, altrimenti la sua Realt\u00e0 rimane nascosta. La religiosit\u00e0 della Hillesum, molto eclettica, risente particolarmente del pensiero di sant\u2019Agostino<a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Ella esprime i suoi sentimenti religiosi a volte attraverso delle preghiere, che affida alle pagine del suo Diari: \u201cMio Dio, prendimi per mano, ti seguir\u00f2 da brava, non far\u00f2 troppa resistenza. Non mi sottrarr\u00f2 a nessuna delle cose che mi verranno addosso in questa vita, cercher\u00f2 di accettare tutto e nel modo migliore. Ma concedimi di tanto in tanto un breve momento di pace. Non penser\u00f2 pi\u00f9 nella mia ingenuit\u00e0, che un simile momento debba durare in eterno, sapr\u00f2 anche accettare l\u2019irrequietezza e la lotta. Il calore e la sicurezza mi piacciono, ma non mi ribeller\u00f2 se mi toccher\u00e0 stare al freddo perch\u00e9 tu mi tenga per mano. Andr\u00f2 dappertutto allora, e cercher\u00f2 di non aver paura. E dunque mi trover\u00f2, io cercher\u00f2 d\u2019irraggiare un po\u2019 di quell\u2019amore, di quel vero amore per gli uomini che mi porto dentro, ma non devo neppure vantarmi di questo \u2018amore\u2019. Non so se lo possiedo. Non voglio essere niente di cos\u00ec speciale, voglio solo cercare di essere quella che in me chiede di svilupparsi pienamente. A volte credo di desiderare l\u2019isolamento di un chiostro. Ma dovr\u00f2 realizzarmi tra gli uomini, e in questo mondo\u201d<a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>. La Hillesum ogni giorno dedica del tempo alla preghiera personale inginocchiandosi su una stuoia<a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>. L\u2019interiore esperienza di Dio la porta ad accettare con maturit\u00e0 le difficolt\u00e0 e le precariet\u00e0 dell\u2019esistenza. Il sentimento religioso non pu\u00f2 essere per lei un \u2018sacro egoismo\u2019, ma comporta l\u2019apertura all\u2019amore per gli altri in senso universale<a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>. Il Dr. Spier ha introdotto la Hillesum al seno confronto tra ebraismo e cristianesimo: \u201cDue filosofie di vita \u2013 ella scrive -, ambedue nettamente delineate, brillantemente documentate, compiute e armoniose, difese con passione e aggressivit\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>. Etty \u00e8 cosciente del fatto che la ricerca della Verit\u00e0 comporta il rischio dell\u2019inganno, della sopraffazione di una presunta verit\u00e0 sull\u2019altra. Nonostante ci\u00f2 ella \u00e8 decisa a non rinunciare all\u2019impresa per ricercare la sua personale verit\u00e0, altrimenti la sua vita potrebbe ritornare nel caos<a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>.<\/p>\n<p><em>Il dramma del destino ebraico<\/em> \u2013 Il Diario di Etty testimonia l\u2019aggravarsi della situazione storica a partire dal <strong>18 maggio 1942<\/strong>, e cos\u00ec si esprime in merito: \u201cLe minacce e il terrore crescono di giorno in giorno\u201d<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>. A partire da questo momento le vicende sociali diventano parte integrante della situazione personale della Hillesum. Il suo atteggiamento \u00e8 quello di affrontare tutto ci\u00f2 ricercando maggiormente il Dio della propria interiorit\u00e0: \u201cM\u2019innalzo intorno la preghiera come un muro oscuro che offre riparo, mi ritiro nella preghiera come nella cella di un convento, ne esco fuori pi\u00f9 \u2018raccolta\u2019, concentrata e forte. Questo ritirarmi nella chiusa cella della preghiera diventa per me una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 grande, e anche un fatto sempre pi\u00f9 oggettivo\u201d<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a>. Etty sperimenta la difficolt\u00e0 di comprendere il \u2018senso\u2019 di ci\u00f2 che sta succedendo, ma, nonostante l\u2019ansia e la preoccupazione, ella non cede all\u2019abbattimento, come invece le capitava una volta per i suoi problemi personali<a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a>. Ella, nonostante tutto, vuole essere ancora capace di percepire la bellezza del creato. Gli amici le obiettano che \u00e8 una sognatrice, che rifiuta il mondo che la circonda, rinchiudendosi nell\u2019intimismo. La Hillesum, invece, \u00e8 pienamente consapevole della drammatica realt\u00e0: \u201cContinuo a guardare le cose in faccia e non voglio fuggire dinanzi a nulla, cerco di comprendere i delitti pi\u00f9 gravi, cerco ogni volta di rintracciare il nudo, piccolo essere umano che spesso \u00e8 diventato irriconoscibile. In mezzo alle rovine delle sue azioni insensate [\u2026] Io guardo il tuo mondo in faccia, Dio, e non sfuggo alla realt\u00e0 per rifugiarmi nei sogni \u2013 voglio dire che accanto alla realt\u00e0 pi\u00f9 atroce c\u2019\u00e8 posto per i bei sogni -, e continuo a lodare la tua creazione malgrado tutto\u201d<a href=\"#_ftn20\" name=\"_ftnref20\">[20]<\/a> . Il suo non vuole essere un misticismo alienante, perch\u00e9 \u201cil misticismo \u2013 ella scrive \u2013 deve fondarsi su un\u2019onest\u00e0 cristallina: quindi prima bisogna aver ridotto le cose alla loro nuda realt\u00e0\u201d<a href=\"#_ftn21\" name=\"_ftnref21\">[21]<\/a>. La Hillesum non \u00e8 una sognatrice, perch\u00e9 \u00e8 ben cosciente delle orribili realt\u00e0 che la circondano: guerra, ampi di concentramento, barbarie, sadismo, prigionia, oppressione, odio, nemici\u201d<a href=\"#_ftn22\" name=\"_ftnref22\">[22]<\/a>. Tutto ci\u00f2 la sconcerta e la preoccupa, ma nello stesso tempo ella sa percepire ancora <em>l\u2019abbraccio materno e misericordioso della vita<\/em>, che non pu\u00f2 essere distrutto dalle barbarie disumane<a href=\"#_ftn23\" name=\"_ftnref23\">[23]<\/a>. Etty rimane molto colpita dalle notizie che nei ghetti si viva in condizioni molto disagiate (ad esempio in otto in una cameretta); ella si sente quasi in colpa perch\u00e9 pu\u00f2 ancora continuare la sua vita di sempre, ma, nello stesso tempo, ella \u00e8 cosciente che tra breve anche lei condivider\u00e0 il destino doloroso degli altri ebrei. Nel Diario, infatti, la giovane olandese scrive che le restrizioni aumentano sempre pi\u00f9: gli ebrei non possono entrare nei negozi di frutta e verdura, non possono salire sui tram, devono consegnare le biciclette, non possono uscire di casa dopo le otto di sera. Tutto ci\u00f2 provoca in Etty tristezza ed avvilimento, ma ella evidenzia per\u00f2 che questi sentimenti non dipendono dalla gravit\u00e0 delle circostanze esterne, ma solo dal suo stato psicologico di depressione, che le fa sentire come minacciose le circostanze esterne. Ella ritiene che la paura e lo sconforto possono essere superati solo con la fiducia interiore<a href=\"#_ftn24\" name=\"_ftnref24\">[24]<\/a>. Per recuperare la sua energia interiore, Etty si propone di affrontare bene i vari disagi fisici: \u201cDevo prepararmi \u2013 ella scrive \u2013 a un futuro in cui gli impedimenti fisici faranno parte della mia vita, se voglio evitare che essi si presentino ogni volta come ostacoli inaspettati e paralizzanti\u201d<a href=\"#_ftn25\" name=\"_ftnref25\">[25]<\/a>. Agli ebrei viene pure vietato di passare per le strade di campagna, ma per Etty \u201csopra quell\u2019unico pezzo di strada che ci rimane \u2013 ella scrive \u2013 c\u2019\u00e8 pur sempre il cielo, tutto quanto\u201d<a href=\"#_ftn26\" name=\"_ftnref26\">[26]<\/a>. Le umiliazioni subite ingiustamente secondo la Hillesum non possono produrre il oro effetto se l\u2019umiliato non si sente interiormente tale. I nazisti possono solo causare delle privazioni agli ebrei, possono solo rendere la loro vita pi\u00f9 difficile, farla diventare spiacevole. Il male peggiore deriva dal fatto di sentirsi interiormente umiliati, perseguitati, oppressi e tutto ci\u00f2 scaturisce dall\u2019odio, dalla millanteria che maschera la paura. Tali sentimenti privano di ogni energia positiva, anche se \u00e8 normale, osserva doverosamente la Hillesum, sentirsi ogni tanto tristi e abbattuti per la grave situazione. Tutto ci\u00f2 porta Etty a riaffermare la sua fede in Dio, negli uomini e nella vita: \u201cTrovo bella la vita, e mi sento libera. I cieli si stendono dentro di me come sopra di me. Credo in Dio e negli uomini e oso dirlo senza falso pudore. La vita \u00e8 difficile, ma non \u00e8 grave [\u2026]. Sono una persona felice e lodo questa vita, la lodo proprio nell\u2019anno del Signore 1942, l\u2019ennesimo anno&nbsp; di guerra\u201d<a href=\"#_ftn27\" name=\"_ftnref27\">[27]<\/a>. Per prepararsi meglio ad affrontare le difficolt\u00e0 future Etty decide di rendere la sua colazione pi\u00f9 frugale, in modo da abituare il suo corpo solo all\u2019indispensabile ed in questo modo lo spirito pu\u00f2 essere sempre pi\u00f9 libero<a href=\"#_ftn28\" name=\"_ftnref28\">[28]<\/a>. Alla notizia di una probabile deportazione in Polonia degli ebrei olandesi, nonostante che gi\u00e0 settecentomila siano morti in Germania e nei territori occupati, Etty reagisce rinnovando la sua fede in Dio e negli uomini. Ella precisa che la responsabilit\u00e0 delle atrocit\u00e0 \u00e8 degli uomini, non di Dio, per cui la vita continua ad essere bella e ricca di significato. La giovane olandese, per\u00f2, deve fare i conti anche con la sua fragilit\u00e0, condividendo la paura degli altri. Ella, infatti, parla di stato di nervosismo, irrequietezza, a causa delle nuove ordinanze. Nonostante i momenti di avvilimento, la Hillesum&nbsp; riesce a recuperare presto la sua tranquillit\u00e0 e porta avanti il suo lavoro di lezioni di conversazione russa ad una cattolica. Ella osserva nel Diario: \u201cIl fatto di potere oggi, come ebrea, aiutare una persona non ebrea, d\u00e0 una singolare sensazione di forza\u201d<a href=\"#_ftn29\" name=\"_ftnref29\">[29]<\/a>.<\/p>\n<p>Il primo luglio 1942, la Hillesum nel suo Diario riporta la notizia della strage degli ebrei in Polonia, a cui il suo spirito reagisce, anche se il corpo \u00e8 distrutto dall\u2019ansia e dal terrore. Sempre riguardo alle notizie che arrivano dalla Polonia ella scrive che gli occidentali si lasciano schiacciare dalla paura, perch\u00e9 non sanno soffrire in modo degno e la loro vita \u00e8 oppressa dalla rassegnazione, dall\u2019odio,dalla disperazione. Ogni giorno di vita \u00e8 una vita intera, per cui vivere un giorno in pi\u00f9 ed un giorno in meno non fa tanta differenza; bisogna imparare ad accettare la morte, anche quella atroce. Etty esprime sentimenti di compartecipazione al dolore degli oppressi e dei trucidati: \u201cIo sono \u2013 ella scrive \u2013 quotidianamente in Polonia, su quelli che si possono ben chiamare dei campi di battaglia, talvolta mi opprime una visione di questi campi diventati verdi di veleno; sono accanto agli affamati, ai maltrattati e ai moribondi, ogni giorno, ma sono anche vicina al gelsomino e a quel pezzo di cielo dietro la mia finestra, in una vita c\u2019\u00e8 posto per tutto. Per una fede in Dio e per una misera fine\u201d<a href=\"#_ftn30\" name=\"_ftnref30\">[30]<\/a>. Secondo la Hillesum, il saper soffrire comporta anche il saper soffrire da soli, senza pesare sugli altri. La vita va vissuta fino in fondo, minuto per minuto, ma in essa c\u00e8 spazio anche per il dolore, che \u00e8 inevitabile. Le ingiustizie e le atrocit\u00e0 ci sono sempre state, anche se sono state realizzate con forme diverse: inquisizione, guerra, <em>pogrom<a href=\"#_ftn31\" name=\"_ftnref31\"><strong>[31]<\/strong><\/a>. <\/em>Il dolore va integrato nella propria esistenza; in questo modo si diventa capaci di accettare veramente la vita<a href=\"#_ftn32\" name=\"_ftnref32\">[32]<\/a>. Etty \u00e8 cosciente, per\u00f2, che questi suoi pensieri sono soltanto teorici; quando arriver\u00e0 il momento in cui sar\u00e0 messa alla prova, si tratter\u00e0 di tradurli in pratica con le lacrime e il sangue. Il 3 luglio 1942 Etty scrive di provare un certo scoraggiamento perch\u00e9 ormai si ha la certezza che si vuole lo sterminio degli ebrei. Ella soffre gi\u00e0, non solo per i disagi fisici causati dalle restrizioni, come il camminare a piedi sotto il sole, ma anche perch\u00e9 si sente toccata emotivamente dalle sofferenze pi\u00f9 gravi che stanno affrontando gli altri. Ella, per\u00f2, si ripropone sempre di accettare la dura realt\u00e0 e questa sar\u00e0 la sua eredit\u00e0 che lascer\u00e0 ai posteri<a href=\"#_ftn33\" name=\"_ftnref33\">[33]<\/a>.<\/p>\n<p>Con il passare del tempo la vita quotidiana di Etty \u00e8 sempre pi\u00f9 contrassegnata dalla consapevolezza dell\u2019imminenza della tragica fine: \u201cSembra quasi un paradosso: se si esclude la morte non si ha mai una vita completa; e se la si accetta nella propria vita, si amplia e si arricchisce quest\u2019ultima. E\u2019 la prima volta \u2013scrive la giovane ebrea \u2013 che ha da confrontarmi con la morte. Non ho saputo bene come comportarmi con lei, sono vergine nei suoi confronti\u201d<a href=\"#_ftn34\" name=\"_ftnref34\">[34]<\/a>. Ella non si lascia condizionare dagli steccati che vengono creati dall\u2019odio perch\u00e9 parla anche di un tedesco umano che non condivideva la barbarie della guerra<a href=\"#_ftn35\" name=\"_ftnref35\">[35]<\/a>. I disagi imposti sempre pi\u00f9 dai nazisti causano la debolezza fisica della Hillesum, ma nonostante la stanchezza, la tristezza e la paura, ella si sente affettivamente solidale con tutta l\u2019umanit\u00e0 sofferente, anche con quella del passato. La vita, infatti, per lei \u00e8 significativa se viene accettata nella sua totalit\u00e0 universale; quando, invece, l\u2019esistenza si chiude nel particolarismo, perde il suo significato e diventa arbitraria<a href=\"#_ftn36\" name=\"_ftnref36\">[36]<\/a>. Vivendo nell\u2019imminenza della tragedia, Etty apprezza ancor pi\u00f9 le piccole raffinatezze della civilt\u00e0, come un sapone profumato, che ancora si pu\u00f2 permettere. Quando non potr\u00e0 pi\u00f9 averle \u2013 ella scrive \u2013continuer\u00e0 ad essere felice, perch\u00e9 sapr\u00e0 che ci sono ancora, anche se toccher\u00e0 solo ad altri di poterne usufruire<a href=\"#_ftn37\" name=\"_ftnref37\">[37]<\/a>.<\/p>\n<p>La vita di Etty, che diventa sempre pi\u00f9 tragica, assume anche maggiore ricchezza umana. La giovane olandese arriva a non avere pi\u00f9 pretese, ed apprezza ogni piccola cosa buona&nbsp; come un dono inaspettato che suscita in lei profonda riconoscenza<a href=\"#_ftn38\" name=\"_ftnref38\">[38]<\/a>. Lo stupore che prova per il bene ricevuto si integra sempre pi\u00f9 con la disponibilit\u00e0 psicologica ad accettare il male invitabile: \u201cIo so, ora, che vita e morte \u2013 ella scrive \u2013 sono significativamente legate fra loro. Sar\u00e0 uno scivolare dall\u2019una nell\u2019altra \u2013 anche se la fine potr\u00e0 essere triste o persino orribile, nella sua forma esteriore\u201d<a href=\"#_ftn39\" name=\"_ftnref39\">[39]<\/a>. In quanto ebrea, la Hillesum \u00e8 consapevole di andare verso un \u2018destino di massa\u2019 e per poterlo affrontare ella cerca di mettere da parte i suoi infantilismi personali, aprendosi sempre pi\u00f9 alla solidariet\u00e0 universale. Il destino \u00e8 ineluttabile \u2013 ella afferma \u2013 e se qualcuno si sottrae ad esso ci sar\u00e0 sempre un altro che prender\u00e0 il suo posto, per cui \u00e8 meglio non evitarlo: \u201cE, come fosse un fagottino, io mi lego sempre pi\u00f9 strettamente sulla schiena, e porto sempre pi\u00f9 come una cosa mia quel pezzetto di destino che sono in grado di sopportare con questo fagottino gi\u00e0 in cammino per le strade\u201d<a href=\"#_ftn40\" name=\"_ftnref40\">[40]<\/a>. In questo tragico destino ella sente che il proprio ruolo \u00e8 quello della \u2018cronista\u2019, per raccontare la storica ebraica del suo presente, non in modo collettivistico, ma a partire dai singoli protagonisti. Il tragico destino comporta i campi di prigionia, i gas velenosi. Dinanzi a tanto orrore, Etty paradossalmente lancia una sfida a Dio: \u201cE se Dio non mi aiuter\u00e0 pi\u00f9, allora sar\u00f2 io ad aiutare Dio\u201d<a href=\"#_ftn41\" name=\"_ftnref41\">[41]<\/a>. Dio&nbsp; si mostra impotente nei confronti della tragedia e aiutarlo significa aiutare se stessi, facendo in modo che Dio non venga distrutto nella propria interiorit\u00e0 e venga disseppellito dai cuori altrui. Nelle pagine del Diario la Hillesum esprime anche il suo sdegno morale per un regime disumano. Tuttavia, ella ritiene che solo il rancore e l\u2019amarezza personale sono puerili, incapaci a far fronte ad eventi di natura diabolica. Ella si sente incapace di odiare, di lasciarsi andare all\u2019amarezza, perch\u00e9 sente di avere dentro di s\u00e9 un amore infinito<a href=\"#_ftn42\" name=\"_ftnref42\">[42]<\/a>. Il suo atteggiamento, ella precisa, non \u00e8 masochista, perch\u00e9 non consiste nel desiderare la tragica sorte, ma \u00e8 solo l\u2019accettazione dell\u2019ineluttabile; \u00e8 la consapevolezza che anche in un campo di concentramento si pu\u00f2 fare qualcosa di bene per gli altri. Se ella non riuscir\u00e0 a salvarsi, vuol dire che la sua vera personalit\u00e0 si manifester\u00e0 nel modo in cui morir\u00e0. Nel Diario Etty accenna al fatto che i suoi amici la esortavano a fare domanda d\u2019impiego presso il Consiglio ebraico, che per\u00f2 poteva assumere solo centottanta persone. La Hillesum non ritiene opportuno dover prendere delle iniziative per sfuggire al Campo, sfruttando le sue conoscenze. Ella \u00e8 cosciente che prima o poi soccomber\u00e0 anche il Consiglio ebraico. La giovane olandese, per\u00f2, finisce con il cedere alle pressioni e fa richiesta di essere assunta come impiegata del Consiglio<a href=\"#_ftn43\" name=\"_ftnref43\">[43]<\/a>. Etty vive per\u00f2 questa decisione in modo conflittuale, come se avesse compiuto un\u2019azione indegna, per salvare se stessa, cio\u00e8, avesse fatto soccombere altri. Ella, in effetti, preferisce combattere \u2013 scrive nel Diario \u2013 contro se stessa, piuttosto che contro gli altri e gli eventi, per diventare pi\u00f9 padrona di se stessa: \u201cIo appartengo \u2013 ella scrive \u2013 piuttosto al genere di persone che preferiscono galleggiare ancora un po\u2019 sull\u2019oceano, stese sul dorso e con gli occhi rivolti al cielo, finch\u00e9 \u2013 con un gesto rassegnato e devoto \u2013 vanno a fondo per sempre\u201d<a href=\"#_ftn44\" name=\"_ftnref44\">[44]<\/a>.Tutto ci\u00f2 potrebbe far pensare ad una sorta d\u2019intimismo e a una passivit\u00e0 meschina. La Hillesum chiarisce per\u00f2 che la sua non \u00e8 paura del rischio e della lotta; il suo \u00e8 l\u2019atteggiamento di <em>vedere la storia a distanza<\/em> e in questo modo si sente capace di non soccombere. L\u2019autoanalisi della giovane ebrea, che viene testimoniata nel suo Diario,&nbsp; per\u00f2 \u00e8 sempre contrassegnata dal conflitto interiore: I sentimenti di fiducia e di speranza si scontrano con i momenti di sconforto, in cui tutto lo sembra distruzione e le mancano le forze per reagire: \u201cTalvolta \u00e8 come se \u2013 ella scrive \u2013 sul mio cuore venisse sparso uno strato di cenere. O come se sotto i miei occhi il mio viso apparisse e si dissolvesse, e nei suoi lineamenti grigi i secoli si inabissassero uno dopo l\u2019altro, e tutto si disfacesse, e il mio cuore lasciasse andare tutto\u201d<a href=\"#_ftn45\" name=\"_ftnref45\">[45]<\/a>. Etty confessa che in certi momenti arriva a provare la disperazione, perch\u00e9 la fragilit\u00e0 umana non consente di avere una pace ininterrotta<a href=\"#_ftn46\" name=\"_ftnref46\">[46]<\/a>.<\/p>\n<p><em>Il Campo di lavoro<\/em> \u2013 Anche se non viene riportato nel Diario, il 15 luglio 1942 la vita della Hillesum subisce un cambiamento, perch\u00e9 ella ottiene l\u2019impiego prego il Consiglio ebraico, un luogo d\u2019inferno, come lei lo definisce, in cui per\u00f2 riesce a trovare dei momenti per essere sola con se stessa e darsi alla lettura<a href=\"#_ftn47\" name=\"_ftnref47\">[47]<\/a>. Etty riesce a rispettare un ritmo di vita personale, anche se \u00e8 molto provata dall\u2019angoscia delle persone che avvicina: \u201cSpero di essere \u2013 ella scrive \u2013 come un centro di tranquillit\u00e0 in quel manicomio\u201d<a href=\"#_ftn48\" name=\"_ftnref48\">[48]<\/a>. Solo conservando il suo stile di vita personalissimo di concentrazione, riflessione, preghiera ella si sente capace di resistere all\u2019immane sforzo fisico e psicologico. La giovane olandese esprime un giudizio negativo sul Consiglio, che aveva una funzione puramente illusoria. In esso c\u2019era anche del marciume<a href=\"#_ftn49\" name=\"_ftnref49\">[49]<\/a>, perch\u00e9 alcuni collaboravano con i nazisti per far deportare gli altri, sperando di salvare se stessi. Ella scrive che i suoi colleghi non sono veramente toccati dalle dolorose esperienze con cui vengono a contatto: \u201cOdiano, e sono ciecamente ottimisti se si tratta della loro piccola persona, e sono ancora ambiziosi per il loro piccolo impiego; \u00e8 una gran porcheria e ci sono dei momenti in cui mi perdo completamente di coraggio\u201d<a href=\"#_ftn50\" name=\"_ftnref50\">[50]<\/a>. Il <strong>23 luglio 1942<\/strong>, nonostante la giornata molto pesante, Etty annota nel suo Diario di provare un senso di benessere, di non avere neppure i suoi soliti malesseri fisici, probabilmente di natura psicosomatica: \u201cSe le stesse cose \u2013 ella scrive \u2013 mi fossero capitate un anno fa, sarei crollata dopo tre giorni o mi sarei suicidata o avrei preso degli atteggiamenti forzatamente vivaci. Ora invece c\u2019\u00e8 un tale equilibrio e pazienza e pace e senso di prospettiva e anche una qualche intuizione sui rapporti tra le cose, non so cosa sia, ma malgrado tutto: sto bene, mio Dio\u201d<a href=\"#_ftn51\" name=\"_ftnref51\">[51]<\/a>. In Etty va maturando un profondo silenzio, nonostante le tante parole inutili da cui \u00e8 circondata. Solo nel silenzio, ella osserva, possono maturare le poche parole che sono veramente necessarie<a href=\"#_ftn52\" name=\"_ftnref52\">[52]<\/a>. Tra il 29 luglio 1942 ed il 5 settembre il Diario si interrompe, perch\u00e9 la Hillesum riceve l\u2019ordine di partenza per il Campo di Westerbork. J. G. Gaarlandt afferma che fu Etty, di sua spontanea volont\u00e0, a partire per Westerbork<a href=\"#_ftn53\" name=\"_ftnref53\">[53]<\/a> con gli ebrei prigionieri, anche se ci\u00f2 non emerge chiaramente dal Diario. In questo periodo Julius Spier si ammala e muore. Ella rimase nel campo dall\u2019agosto del 1942 al settembre 1943; all\u2019inizio poteva avere dei permessi speciali per recarsi alcune volte ad Amsterdam presso il Consiglio Ebraico. Una di queste licenze fu particolarmente lunga, passata anche in ospedale, a causa di una grave malattia. Nell\u2019ultima parte del suo Diario la Hillesum, oltre a parlare della morte di Spier, fa riferimento a persone e situazioni del Campo. Il Diario, dopo l\u2019interruzione, riprende il 15 settembre 1942. Ella scrive che i due mesi al Campo hanno esaurito le sue energie di una vita intera; anche se il suo spirito \u00e8 riuscito a sopportare tutto, il suo corpo ne ha risentito. Il suo cuore ha provato tanto amore e dolore; la sua malattia non ancora \u00e8 riuscita ad accettarla, si sente confusa ed ha bisogno di tanta pazienza. Come \u00e8 consueto per la Hillesum, il parlare con se stessa spesso diventa un parlare con Dio: \u201cAmo cos\u00ec tanto gli altri \u2013 ella scrive \u2013perch\u00e9 amo in ognuno un pezzetto di te, mio Dio. Ti cerco in tutti gli uomini e spesso trovo in loro qualcosa di te. E cerco di disseppellirti dal loro cuore, mio Dio. Ma avr\u00f2 bisogno di molta pazienza e riflessione e sar\u00e0 molto difficile. E dovr\u00f2 far tutto da sola. La parte migliore e pi\u00f9 nobile del mio amico, dell\u2019uomo che ti ha risvegliato in me, \u00e8 gi\u00e0 presso di te\u201d<a href=\"#_ftn54\" name=\"_ftnref54\">[54]<\/a>. La malattia costringe Etty a stare a letto. Il medico le rimprovera di avere una vita interiore molto intensa, vivendo quasi ai confini del cielo, per cui il suo fisico non regge. La giovane ebrea dice a stessa che, siccome il cielo esiste, bisogna vivere in esso: il suo cielo vive dentro di se<a href=\"#_ftn55\" name=\"_ftnref55\">[55]<\/a>. Ella desidera l guarigione ma accetta l\u2019enigma di Dio, accetta tutto da Dio, cosciente del fatto che quando si sa sopportare un peso, esso si converte in bene<a href=\"#_ftn56\" name=\"_ftnref56\">[56]<\/a>. La Hillesum, ricordando Westerbork, afferma che i suoi colleghi del Consiglio Ebraico si erano dimostrati chiassosi e litigiosi. Avrebbe voluto trasformarli, cio\u00e8 avrebbe voluto essere una piccolissima parte della loro anima; avrebbe voluto essere, metaforicamente, le braccia in cui viene raccolta la parte migliore di ognuno di loro. Animata da tali sentimenti, riusciva a trovare in loro un gesto o uno sguardo nobile, di cui forse essi non erano neppure consapevoli<a href=\"#_ftn57\" name=\"_ftnref57\">[57]<\/a>. Anche nelle situazioni problematiche, affrontate in modo realistico, i sentimenti di autentica fraternit\u00e0 della Hillesum non vengono meno. Etty, facendo un bilancio della sua vita nel Diario, riscontra che il risultato di essa \u00e8 la felicit\u00e0, che deriva dal riposare in se stessi, nella parte pi\u00f9 profonda di se stessa, che ella definisce \u2018Dio\u2019.<a href=\"#_ftn58\" name=\"_ftnref58\">[58]<\/a> Ella si sente protetta e sicura fra le braccia di Dio, si sente impregnata di eternit\u00e0, per cui ogni suo respiro sembra terno ed ogni piccola azione o parola assume in significato profondo. La Hillesum ha sperimentato in se stessa la capacit\u00e0 di leggere nell\u2019animo degli altri, per analizzare in profondit\u00e0 i loro problemi. Questa sua attivit\u00e0 introspettiva ha come scopo di trovare una <em>dimora per Dio<\/em> nell\u2019animo di coloro che avvicina. La giovane olandese, impedita dalla sua malattia, sente la nostalgia del Campo, anche se a Westerbork le mancava molto la sua \u2018scrivania\u2019. Nel suo Diario ripensa ad un amico conosciuto al Campo, Jopie Vleeschouwer, da lei denominato \u2018piccolo compagno d\u2019armi\u2019 e ricorda la sua baracca, la brughiera del Campo. Nel Diario, in modo paradossale, cos\u00ec si esprime riguardo a queste giornate: \u201cQuesti due mesi tra il filo spinato [\u2026] sono stati mesi pi\u00f9 intensi e pi\u00f9 ricchi della mia vita e una tale conferma, dei valori pi\u00f9 importanti e pi\u00f9 alti per me\u201d<a href=\"#_ftn59\" name=\"_ftnref59\">[59]<\/a>. Il Campo ha posto la giovane olandese dinanzi a quello che definisce il \u2018nudo steccato della sua esistenza, alla ossatura di essa, senza alcuna costruzione esterna\u2019<a href=\"#_ftn60\" name=\"_ftnref60\">[60]<\/a>.<\/p>\n<p>Ripensando ad un colloquio avuto al Campo con il suo amico Jopie, Etty afferma che \u201csi \u00e8 a casa sotto il cielo. Si \u00e8 a casa dovunque su questa terra, se si porta tutto in noi stessi [\u2026]. Dobbiamo essere la nostra propria patria\u201d<a href=\"#_ftn61\" name=\"_ftnref61\">[61]<\/a>. Il sentirsi a casa dipende dalla propria interiorit\u00e0, dai problemi ideali e non dal luogo in cui ci si trova, neppure se si tratta di un campo di lavoro o di concentramento. Nei campi di prigionia, osserva la Hillesum, gli uomini e le donne vengono separati e non ci pu\u00f2 essere amore tra loro; tale amore dovrebbe essere riversato su tutta la comunit\u00e0 umana, coniugandolo con il perdono e con la capacit\u00e0 di accettare i propri difetti. Etty, scrive nel Diario, che nella sua vita precedente, aveva cercato di capire se stessa e il senso della sua esistenza. All\u2019improvviso si \u00e8 trovata scaraventata in un centro di dolore umano, uno dei tanti d\u2019Europa; ha imparato a capire il suo tempo, scrutando i volti segnati dal dolore. Nell \u2018inferno del Campo si \u00e8 compiuto qualcosa di meraviglioso nel suo intimo: \u201cEra proprio come se le mie dita \u2013 ella scrive \u2013 sfiorassero i contorni di questo tempo, e di questa vita. Com\u2019\u00e8 possibile \u2013 si chiede \u2013 che quel pezzetto di brughiera recintata dal filo spinato, dove si riversava e scorreva tanto dolore umano, sia diventato un ricordo quasi dolce? Che il mio spirito non sia diventato pi\u00f9 tetro in quel luogo, ma pi\u00f9 luminoso e sereno! A Westerbork ho letto un tratto del nostro tempo che non mi sembra privo di significato\u201d<a href=\"#_ftn62\" name=\"_ftnref62\">[62]<\/a>. La Hillesum evidenzia che c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 tra la sua vita di prima e quella al Campo, nel senso che prima aveva sentimenti di solidariet\u00e0 nei confronti di coloro che sono segnati dal dolore e a Westerbork si \u00e8 rivelata la conferma di tale atteggiamento. Quando Etty s\u2019incontra con la malvagit\u00e0 cerca di scoprirne le cause psicologiche, facendo un esame introspettivo dei soggetti malvagi. Nel Diario ella cita l\u2019esempio dell\u2019assistente al Campo che provava molto odio per i nazisti, ma si comportava in modo crudele come loro. Egli era stato un brillante giurista e durante la guerra aveva tentato il suicidio. Secondo Etty il problema di quell\u2019uomo era quello di non aver risolto il conflitto infantile con la madre, di non essere riuscito ad imporsi alla madre. Secondo la giovane ebrea non esistono persone malvagie ma solo persone spaventate. Bisogna aiutare tali persone a fare introspezione, a leggere in se stessi. Non bisogna odiare i nemici, ella sottolinea, perch\u00e9 a volte si \u00e8 nemici con noi stessi. Il discorso del superamento dell\u2019odio comporta per la Hillesum il recupero del Cristianesimo<a href=\"#_ftn63\" name=\"_ftnref63\">[63]<\/a>.<\/p>\n<p>Il 24 settembre del 1942 Etty scrive nel Diario che solo con la <em>solidariet\u00e0 reciproca<\/em> al Campo c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di affrontare tutti i disagi anche dell\u2019inverno. La solidariet\u00e0 non ha limiti, perch\u00e9 va estesa a tutta l\u2019umanit\u00e0 ed anche ai nemici: \u201cCi sentiremo inseriti [cos\u00ec facendo] in un tutto e sapremo di essere uno dei tanti fronti sparsi per tutta la terra\u201d<a href=\"#_ftn64\" name=\"_ftnref64\">[64]<\/a>. La sensibilit\u00e0 poetica di Etty, come gi\u00e0 evidenziato, la porta a cogliere la bellezza anche della brughiera del Campo, dei lupini, della sabbia; tutto il paesaggio che circonda il luogo di dolore viene da lei trasfigurato esteticamente. Anche questa sensibilit\u00e0, come quella della solidariet\u00e0, per\u00f2, si fonda sempre su un motivo teologico. Ella riesce a trasfigurare tutto per la sua fede in Dio<a href=\"#_ftn65\" name=\"_ftnref65\">[65]<\/a>, scoperto nel pi\u00f9 profondo di se stessa. Nel Campo l\u2019animo poetico di Etty si affina maggiormente e pensa a se stessa come al \u201c<em>cuore pensante della baracca<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn66\" name=\"_ftnref66\">[66]<\/a> e del campo di concentramento. Il 25 settembre 1942, facendo un\u2019autoanalisi spietata e ripensando alla sua permanenza al Campo, ella scrive di rimproverare a se stessa&nbsp; di non essere riuscita a fare di pi\u00f9 per le ragazze che le erano state affidate. Ella si autodefinisce frivola e capricciosa e sente il bisogno di avere maggiore maturit\u00e0 psicologica, di avere un comportamento etico pi\u00f9 rigoroso, per affrontare pi\u00f9 adeguatamente la situazione al Campo: \u201cHo mancato in tanti modi, il mio vero lavoro \u2013 ella scrive \u2013 deve ancora cominciare. Finora \u00e8 stata soprattutto <em>Spielerei<\/em>\u201d<a href=\"#_ftn67\" name=\"_ftnref67\">[67]<\/a>. I pensieri personali della Hillesum sono sempre conflittuali. Ella riconosce che la sua vita morale \u00e8 problematica, ma ribadisce di avere un\u2019intensa vita interiore, un\u2019intensit\u00e0 da lei definita, probabilmente in modo iperbolico, demoniaca ed estatica<a href=\"#_ftn68\" name=\"_ftnref68\">[68]<\/a>. Ella si sente capace di arrivare alla sorgente originaria del proprio essere, che \u00e8 Dio. La pace e l\u2019energia della sua esistenza, anche al Campo, dipendono dalla sua capacit\u00e0 di \u201critirarsi\u201d nella preghiera come nella cella di un convento<a href=\"#_ftn69\" name=\"_ftnref69\">[69]<\/a>. Per essere fedeli a se stessi e a Dio, puntualizza la giovane olandese, bisogna sviluppare i propri talenti e si tratta d\u2019impegnarsi, nel suo caso, pi\u00f9 seriamente nello scrivere. Da una parte ella deve aspettare che le parole maturino in lei e dall\u2019altra deve stimolare tale crescita. Etty \u00e8 cosciente per\u00f2 che le parole mai comunicare pienamente l\u2019intensit\u00e0 delle sue emozioni e delle sue esperienze personali<a href=\"#_ftn70\" name=\"_ftnref70\">[70]<\/a>. Etty, per\u00f2, non vuole essere la cronista n\u00e9 di orrori n\u00e9 di fatti sensazionali; ella ribadisce che vuole stare in mezzo agli orrori per dire che la vita \u00e8 bella<a href=\"#_ftn71\" name=\"_ftnref71\">[71]<\/a>. La Hillesum si confronta continuamente con la sua fragilit\u00e0. A volte le sue forze creative personali vengono corrose dall\u2019ansia, dalle preoccupazioni per il futuro, e si comporta in modo opposto a come si era riproposta. Ella evidenzia nel Diario che bisogna realizzare quanto \u00e8 in proprio potere, senza lasciarsi soffocare dalle meschine paure che mettono in crisi la fiducia in Dio. La giovane olandese sperimenta che la sua forza creativa si accresce man mano che diventa capace di liberarsi dalle esigenze materiali, come fame, freddo e ansiet\u00e0 per i pericoli. Il dolore va assunto consapevolmente perch\u00e9 arricchisce la vita; bisogna invece liberarsi, ella sottolinea, dall\u2019idea del dolore, dalla paura del dolore, perch\u00e9 essa opprime le migliori energie interiori<a href=\"#_ftn72\" name=\"_ftnref72\">[72]<\/a>. Etty si ripropone di assumere il dolore che le manda Dio e non quello che lei stessa si sceglie. Come conseguenza di queste riflessioni ella cerca di convincere se stessa che i suoi problemi di salute non sono gravi e che pu\u00f2 tornare al Campo; ma anche se dovesse restare immobile nel letto, ella si sentirebbe sempre vicina a tutta l\u2019umanit\u00e0, non verrebbe meno alla solidariet\u00e0 universale, nonostante l\u2019aggravarsi della situazione europea. La Hillesum esprime questi suoi sentimenti nel Diario con un monologo che \u00e8 al tempo stesso una preghiera: \u201cTi prometto di vivere pienamente dovunque tu decida di farmi fermare. Ma vorrei tanto partire mercoled\u00ec [era ancora ammalata e desiderava tornare a Westerbork], anche se fosse solo per due settimane. S\u00ec, lo so che ci sono dei rischi: ci sono pi\u00f9 SS nel campo e sempre pi\u00f9 filo spinato tutt\u2019intorno, le restrizioni aumentano e forse, tra due settimane, non potremo neppure pi\u00f9 venir via, anche questo \u00e8 possibile. Ti senti di correre questo rischio?\u201d<a href=\"#_ftn73\" name=\"_ftnref73\">[73]<\/a>. La Hillesum, in seguito, decide di aspettare fino alla domenica per decidere il da farsi e per valutare meglio il suo stato di salute. Quando deve constatare che non pu\u00f2 tornare al Campo per le sue condizioni di salute ella non \u00e8 contenta di ci\u00f2, non vuole sentirsi al sicuro, ma vorrebbe trovarsi in tutti i campi d\u2019Europa, per poter vivere la fratellanza universale: \u201cVoglio che ci sia un po\u2019 di fratellanza tra tutti questi cosiddetti \u2018nemici\u2019 dovunque io mi trovi\u201d<a href=\"#_ftn74\" name=\"_ftnref74\">[74]<\/a>. Ella per\u00f2 deve accettare il fatto che le sue condizioni di salute sono ancora precarie; deve prima farsi curare bene per poter tornare al Campo e rendersi utile: \u201cNon devo proprio essere \u2013 ella scrive \u2013 infantile o impaziente. Che fretta ho di condividere tutte le miserie degli altri dietro quel filo spinato? E che cosa sono sei settimane in una vita intera?\u201d<a href=\"#_ftn75\" name=\"_ftnref75\">[75]<\/a>. La Hillesum scrisse l\u2019ultima parte del suo Diario dopo il primo mese a Westerbork, vivendo come gli altri nel terrore della continua minaccia di essere deportati in Polonia. La Hillesum nel suo Diario non fa accenno al fatto che i suoi amici tentassero di convincerla a nascondersi; una volta cercarono perfino di rapirla per salvarla. Ella si rifiut\u00f2 sempre, perch\u00e9 voleva seguire la sorte dei suoi genitori; ugualmente fece il fratello Mischa, che ugualmente aveva avuto la possibilit\u00e0 di salvarsi.<\/p>\n<p><em>Verso Auschwitz<\/em> \u2013 Westerbork, un piccolo fazzoletto di terra, costituiva l\u2019ultima tappa per gli ebrei olandesi e tedeschi prima di Auschwitz. In uno spazio molto limitato vennero ospitati circa tremila o quarantamila persone. Tutti cercavano di restare al Campo il pi\u00f9 a lungo possibile, ma Westerbork, progressivamente si svuot\u00f2 del tutto. Solo un\u2019\u00e9lite culturale ed i banchieri, per interessamento di alcuni funzionari olandesi, ebbero la possibilit\u00e0 di essere trasferiti al castello di&nbsp; Barneveld. Misha, il fratello di Etty, rifiut\u00f2 questo privilegio, perch\u00e9 non venne concesso anche ai suoi genitori. La Hillesum trascorse inizialmente cinque settimane a Westerbork, poi and\u00f2 dai genitori a Deventer ed il <strong>5 settembre 1942<\/strong> ritorn\u00f2 ad Amsterdam, dove rimase per tre mesi a causa della sua malattia. Le <em>Lettere<\/em> da Amsterdam testimoniano i profondi legami di amicizia che Etty aveva stretto al Campo, la sua premura per le esigenze di ognuno ed il suo attaccamento al Campo, nonostante fosse un luogo di dolore e di disperazione. Ella cos\u00ec scrive da Amsterdam il <strong>14 agosto 1942<\/strong> all\u2019amico Korman: \u201cIo giro per molte, troppe strade e Westerbork mi accompagna. E\u2019 strano che ci si possa legare tanto in fretta a un luogo e ai suoi abitanti. Ritorner\u00f2 volentieri da voi, anche se faccio molta fatica a separarmi da persone cos\u00ec familiari. Ma in qualche modo mi sento attratta da quel pezzetto di terra in mezzo alla brughiera, su cui stati scaraventati tanti destini umani\u201d<a href=\"#_ftn76\" name=\"_ftnref76\">[76]<\/a>. Il paradossale amore per il Campo della giovane ebrea \u00e8 espressione del suo amore universale che non fa distinzione tra tedeschi, olandesi, ebrei e non ebrei<a href=\"#_ftn77\" name=\"_ftnref77\">[77]<\/a>. Ella cerca sempre di far emergere la positivit\u00e0 della vita,come gi\u00e0 emerso nel Diario, ma non in modo ingenuo e superficiale, bens\u00ec assumendo in prima persona, le circostanze pi\u00f9 negative della vita. Per lei tutto questo comporta anche la disponibilit\u00e0 a salire sul treno per i deportati<a href=\"#_ftn78\" name=\"_ftnref78\">[78]<\/a>. La Hillesum ritorn\u00f2 a Westerbork il <strong>20 novembre<\/strong>; dopo due settimane dovettero ricoverarla all\u2019ospedale olandese-israelitico di Amsterdam per calcolosi biliare. Ella ritorn\u00f2 definitivamente a Westerbork nel <strong>giugno del 1943<\/strong>. Le <em>Lettere<\/em> dal Campo sono indirizzate ai suoi tanti amici per congedarsi da loro, perch\u00e9 era risaputo che la deportazione in Polonia significava la morte sicura. Le Lettere ci fanno conoscere i sentimenti e le riflessioni di Etty nell\u2019ultima fase della sua vita. Etty scrive infatti che la situazione al Campo \u00e8 molto peggiorata: \u201cChe strazio \u2013 ella scrive a Han Wegerif il <strong>23 novembre 1942<\/strong> -, mi trovo qui da meno di tre giorni e gi\u00e0 mi sembrano settimane. Non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec \u2018idilliaco\u2019 come nell\u2019estate scorsa, proprio per niente\u201d<a href=\"#_ftn79\" name=\"_ftnref79\">[79]<\/a>. Nonostante l\u2019orrore ella manifesta di essere contenta di trovarsi in quel luogo infernale<a href=\"#_ftn80\" name=\"_ftnref80\">[80]<\/a>. La Hillesum fa una cronaca dettagliata, pervasa anche di senso ironico, della vita al Campo: il ritmo della giornata e le tragiche novit\u00e0 di ogni giorno. Riguardo ai turni per le deportazioni Etti scrive che superficialmente potrebbero sembrare episodi monotoni e ripetitivi, ma ogni convoglio ha una propria peculiarit\u00e0: \u201cLa prima volta che uno di questi convogli pass\u00f2 per le nostre mani, ci accadde di pensare che mai pi\u00f9 avremmo potuto ridere e essere lieti, che ci eravamo trasformati in persone diverse, improvvisamente invecchiate e estraniati da tutti gli amici di prima<a href=\"#_ftn81\" name=\"_ftnref81\">[81]<\/a>. Etty riferisce anche dell\u2019arrivo di ebrei cattolici (suore, monaci e preti), in seguito ad una retata dei nazisti del 1\u00b0 agosto 1942, come risposta alla protesta dell\u2019arcivescovo Johannes de Jong per la persecuzione degli ebrei. Il 2 agosto ne arrivarono sessantatre a Westerbork e fra questi vi era Edith Stein, uccisa ad Auschwitz il 9 agosto 1942. La Hillesum evidenzia nelle Lettere che che coloro che avevano il privilegio di restare a Westerbork \u2018fino a nuovo ordine\u2019 correvano un grave rischio morale, quello di diventare apatici e insensibili<a href=\"#_ftn82\" name=\"_ftnref82\">[82]<\/a>. Il dolore&nbsp; di cui si diventava testimoni era di una tale vastit\u00e0 che non si era in grado di assorbirlo, per cui si preferiva cercare di non pensare e di non sentire. Per la Hillesum, invece, preoccuparsi solo della salvezza fisica era una cosa meschina. La sua speranza in una umanit\u00e0 migliore non veniva meno. Ella riteneva, infatti, che gli ebrei che fossero riusciti a scampare alla morte, avrebbero dovuto offrire all\u2019umanit\u00e0 un contributo culturale e spirituale: \u201cDai campi stessi dovranno irraggiarsi nuovi pensieri, nuove conoscenza dovranno portar chiarezza oltre i recinti di filo spinato e congiungersi con quelle che l\u00e0 fuori ci si deve ora conquistare con altrettanta pena, e in circostanze che diventano quasi altrettanto difficili. E forse allora, sulla base di una comune e onesta ricerca di chiarezza su questi oscuri avvenimenti, la vita sbandata potr\u00e0 di nuovo fare un cauto passo in avanti\u201d<a href=\"#_ftn83\" name=\"_ftnref83\">[83]<\/a>. Dianzi a condizioni di vita assurde e disumane, rimarca la giovane ebrea, non si pu\u00f2 ricercare la soluzione dell\u2019odio, perch\u00e9 esso rende il mondo ancora pi\u00f9 inospitale, mentre la terra pu\u00f2 diventare pi\u00f9 abitabile, osserva Etty, solo con l\u2019amore di cui parla l\u2019ebreo Paolo di Tarso in <em>1 Cor 13<\/em>.<\/p>\n<p>L\u2019essere testimone dei rastrellamenti rende la Hillesum capace di <em>totale altruismo<\/em>, non preoccupandosi della sua sopravvivenza, ma dedicandosi solo al prossimo<a href=\"#_ftn84\" name=\"_ftnref84\">[84]<\/a>. Pur essendo prigioniera, Etty non si sente privata della sua libert\u00e0; pur essendo nel dolore prova contentezza, perch\u00e9 esso pu\u00f2 essere solo un fatto momentaneo<a href=\"#_ftn85\" name=\"_ftnref85\">[85]<\/a>. Man mano che la situazione a attorno a lei si fa sempre pi\u00f9 cupa, Non viene meno la sua fede nell\u2019uomo, che scaturisce da quella in Dio e riesce sempre a dire a se stessa: \u201cLa vita \u00e8 una cosa splendida e grande, pi\u00f9 tardi dovremo costruire un mondo completamente nuovo. A ogni nuovo crimine o orrore dovremo opporre un nuovo pezzetto di amore e di bont\u00e0 che avremo conquistato in noi stessi. Possiamo soffrire ma non dobbiamo soccombere. E se sopravvivremo intatti a questo tempo, corpo e anima ma soprattutto anima, senza marezza, senza odio, allora avremo anche il diritto di dire la nostra parola a guerra finita. Forse io sono una donna ambiziosa: vorrei dire anch\u2019io una piccola parolina\u201d<a href=\"#_ftn86\" name=\"_ftnref86\">[86]<\/a>. La Hillesum sente di poter contribuire, gi\u00e0 nella sua condizione, alla costruzione di una societ\u00e0 futura, con la sua interiorit\u00e0 che si arricchisce sempre pi\u00f9<a href=\"#_ftn87\" name=\"_ftnref87\">[87]<\/a>, nonostante l\u2019orrore che la circonda. Anche Etty vive momenti di depressione ed arriva a provare anche la disperazione. Tuttavia&nbsp;&nbsp; ella riesce a superare questi momenti sentendosi integrata in un Destino universale e cos\u00ec sperimenta la sua profonda libert\u00e0<a href=\"#_ftn88\" name=\"_ftnref88\">[88]<\/a>. Mentre la Hillesum \u00e8 circondata da odio, violenza e crudelt\u00e0, ella progredisce pi\u00f9 <em>nell\u2019amore universale<\/em>: \u201cQui molti sentono languire il proprio amore per l\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 questo amore non \u00e8 nutrito dall\u2019esterno. Dicono che la gente di Westerbork non ti offre molte occasioni di amarla: Qualcuno ha detto: \u2018La massa \u00e8 un orribile mostro, i singoli individui fanno compassione\u2019. Ma ho dovuto ripetutamente constatare in me stessa che non esiste alcun nesso causale fra il comportamento delle persone e l\u2019amore che si prova per loro. Questo amore del prossimo \u00e8 come un ardore elementare che alimenta la vita. Il prossimo in s\u00e9 ha ben poco a che farci\u201d<a href=\"#_ftn89\" name=\"_ftnref89\">[89]<\/a>. La Hillesum al Campo rafforza sempre pi\u00f9 anche la sua religiosit\u00e0: ella, infatti, sente il bisogno di dialogare con Dio e in questo modo ritrova la sua serenit\u00e0<a href=\"#_ftn90\" name=\"_ftnref90\">[90]<\/a>. Attraverso le Lettere, Etty realizza la sua missione di lasciare la testimonianza di un pezzo di storia ebraica durante la guerra e lo fa con profonda sensibilit\u00e0 umana. Tra le varie vicende da lei descritte dettagliatamente \u00e8 da ricordare la tragedia di una notte di partenze dei deportati per la Polonia. Dopo tale vicenda ella si sente in colpa se \u00e8 ancora capace di ridere. Descrive cos\u00ec l\u2019accaduto: \u201cSe dico che stanotte sono stata all\u2019inferno, che cosa ne potete capire voi? L\u2019ho constatato, una volta con un certo distacco nel cuore della notte, mi sono detta ad alta voce: \u2018Eccomi dunque nell\u2019inferno\u2019\u201d<a href=\"#_ftn91\" name=\"_ftnref91\">[91]<\/a>. Etty dapprima non riesce a comprendere perch\u00e9 nelle partenze i nazisti diano la precedenza vecchi e malati, a coloro, cio\u00e8, che non sono in grado di affrontare i disagi del viaggio. Intuisce, poi, che alla base di ci\u00f2 vi \u00e8 la logica \u201cdel consegnare un cadavere per trattenere un vivo\u201d<a href=\"#_ftn92\" name=\"_ftnref92\">[92]<\/a>. Il <strong>7 settembre 1943<\/strong> improvvisamente arriv\u00f2 al Campo l\u2019ordine di includere fra i deportati Etty, i suoi genitori ed il fratello Mischa. Ella butt\u00f2 dal treno una cartolina postale per Christien van Nooten, che fu ritrovata lungo la linea ferroviaria e spedita il 15 settembre. Ella affida alla cartolina la sua ultima testimonianza: \u201cChristien, apro a caso la Bibbia e trovo questo: \u2018Il Signore \u00e8 il mio alto ricetto\u2019. Sono seduta sul mio zaino nel mezzo di un affollato vagone merci. Pap\u00e0, la mamma e Misha sono alcuni vagoni pi\u00f9 avanti. La partenza \u00e8 giunta piuttosto inaspettata, malgrado tutto. Un ordine improvviso mandato appositamente per noi dall\u2019Aia. Abbiamo lasciato il campo cantando, pap\u00e0 e mamma molto forti e calmi, e cos\u00ec Mischa\u201d<a href=\"#_ftn93\" name=\"_ftnref93\">[93]<\/a>. Etty si congeda dagli amici nella piena consapevolezza del tragico destino a cui va incontro, ma dalla sua interiorit\u00e0, ricca e complessa, prorompe un canto, che celebra l\u2019amore per la vita, per l\u2019umanit\u00e0 e per la profondit\u00e0 del suo essere, che \u00e8 Dio. Etty con i suoi familiari arriv\u00f2 ad Auschwitz il <strong>10 settembre<\/strong> ed i suoi genitori furono mandati nello stesso giorno nella camera a gas. La giovane ebrea olandese, sapendo di essere destinata alla morte, aveva affidato precedentemente i suoi diari all\u2019amica Maria Tuinzing, che avrebbe dovuto consegnarli, a guerra finita, agli Smelik. Essi non riuscirono a trovare editori interessati alla pubblicazione. Solo nel <strong>1980<\/strong> J. G. Gaarlandt mostr\u00f2 grande interesse per le pagine della Hillesum&nbsp; e nel <strong>1982<\/strong> pubblic\u00f2 anche le sue <em>Lettere. <\/em>Nel rapporto della Croce Rossa si afferma che la Hillesum mor\u00ec ad Auschvitz il <strong>30 novembre 1943<\/strong>. Mischa mor\u00ec il 31 marzo 1944. Suo fratello Jaap che era sopravvissuto, mor\u00ec mentre tornava in Olanda.<\/p>\n<p><em>Conclusione<\/em> &#8211; Etty Hillesum \u00e8 certamente un personaggio complesso, difficile da definire, perch\u00e9 nella sua vita ci sono aspetti contrastanti: un comportamento trasgressivo inizialmente ed una forte carica di spiritualit\u00e0 che si radica sempre pi\u00f9, che si manifesta anche come religiosit\u00e0 interreligiosa, fuori da ogni schema istituzionale e che arriva quasi al misticismo. Il suo concentrarsi su stessa per arrivare alla propria profondit\u00e0 non l\u2019ha portata ad un alienante intimismo, perch\u00e9 la giovane ebrea intellettuale \u00e8 stata capace di apprezzare la bellezza della vita, nonostante la tragicit\u00e0 di essa. Ella \u00e8 stata capace di un amore universale (fraternit\u00e0 universale anche se non usa tale terminologia), aliena da ogni forma di odio e vendetta, reazione pur legittima alla violenza collettiva da lei subita assieme ai suoi fratelli ebrei. Il suo amore universale si \u00e8 tradotto, poi, in gesti concreti di solidariet\u00e0, soprattutto nel Campo di lavoro. Etty \u00e8 stata una donna che ha molto apprezzato lo studio, la riflessione ed ha avuto una sensibilit\u00e0 poetica che emerge dai suoi scritti. La testimonianza della Hillesum sulla <em>Shoah <\/em>\u00e8 originale, in quanto supera gli schemi filosofici ebraici e risente anche del messaggio cristiano. Il tutto \u00e8 rielaborato in modo personale, con il forte influsso della scuola psicologica e teosofica di Julius Spier. Il messaggio di Etty sul dolore e sull\u2019amore, da lei maturato nel suo drammatico itinerario verso Auschwitz, suscita profonda commozione e riflessione e si profila come uno <em>spiraglio di luce<\/em> in un paesaggio tenebroso di morte e disperazione, creato unicamente dalla crudelt\u00e0 umana.<\/p>\n<p>di Lucia<em> Antinucci<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> Cf. L. ANTINUCCI, <em>Shoah mistero dell\u2019uomo mistero di Dio. Alcune testimonianze<\/em>, Edizioni Scientifiche Italiane, Napoli-Roma 2003, 108-139.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a> Cf. ANTINUCCI, <em>Shoah<\/em>, 111-114.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a> <em>Diario<\/em>, 49.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a> <em>Ivi<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a> Anche la Hillesum avverte in s\u00e9 il forte condizionamento della tradizione maschilista, ma in fondo non nasconde che le piace essere ricercata dagli uomini. Cf. <em>ivi<\/em> 51-52; ANTINUCCI, <em>Shoah<\/em>, 115-117.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a> <em>Diario<\/em>, 65.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a> <em>Ivi<\/em> 68.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a> <em>Ivi<\/em> 102.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a> <em>Ivi<\/em> 60.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a> Cf. <em>ivi 60, <\/em>176.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a> Cf. <em>ivi<\/em> 112, 118, 129, 135.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a> <em>Ivi <\/em>74-75.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a> Cf. <em>ivi<\/em> 87.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a> Ella si confronta spesso con il NT. Cf. ad esempio ivi 78,216,186,207,214,219,221,223; <em>Lettere<\/em>, 108,123. Per il riferimento all\u2019AT cf. <em>Diario, <\/em>149, a Buddha cf. <em>ivi <\/em>148, al Corano e al Talmud cf. <em>Lettere<\/em>, 60.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a> <em>Diario<\/em>, 79.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a> Cf. ivi 80. Spier ha aiutato Etty a pronunciare la parola Dio, vincendo inizialmente la sua ripugnanza. Cf ivi 87.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a> <em>Ivi<\/em> 111.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a> <em>Ivi<\/em>.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a> Cf ivi 112.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref20\" name=\"_ftn20\">[20]<\/a> <em>Ivi<\/em> 113.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref21\" name=\"_ftn21\">[21]<\/a> Ivi 125.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref22\" name=\"_ftn22\">[22]<\/a> Cf. ivi 114.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref23\" name=\"_ftn23\">[23]<\/a> Cf. ivi 115.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref24\" name=\"_ftn24\">[24]<\/a> Cf. ivi 121.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref25\" name=\"_ftn25\">[25]<\/a> Ivi 121-122.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref26\" name=\"_ftn26\">[26]<\/a> Ivi 126.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref27\" name=\"_ftn27\">[27]<\/a> Ivi 127.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref28\" name=\"_ftn28\">[28]<\/a> Cf. ivi 128.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref29\" name=\"_ftn29\">[29]<\/a> Ivi 135.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref30\" name=\"_ftn30\">[30]<\/a> Ivi 136.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref31\" name=\"_ftn31\">[31]<\/a> Cf. ivi 161.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref32\" name=\"_ftn32\">[32]<\/a> Cf. ivi 137.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref33\" name=\"_ftn33\">[33]<\/a> Cf. ivi 139.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref34\" name=\"_ftn34\">[34]<\/a> Ivi 140.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref35\" name=\"_ftn35\">[35]<\/a> Cf. ivi 142.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref36\" name=\"_ftn36\">[36]<\/a> Cf. ivi 143.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref37\" name=\"_ftn37\">[37]<\/a> Cf. ivi 146.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref38\" name=\"_ftn38\">[38]<\/a> Cf. ivi 143.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref39\" name=\"_ftn39\">[39]<\/a> Ivi 153.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref40\" name=\"_ftn40\">[40]<\/a> Ivi 162.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref41\" name=\"_ftn41\">[41]<\/a> Ivi 163.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref42\" name=\"_ftn42\">[42]<\/a> Cf ivi 172, 182.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref43\" name=\"_ftn43\">[43]<\/a> Cf. ivi 168.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref44\" name=\"_ftn44\">[44]<\/a> Ivi 171.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref45\" name=\"_ftn45\">[45]<\/a> Ivi 172.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref46\" name=\"_ftn46\">[46]<\/a> Cf. ivi 174.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref47\" name=\"_ftn47\">[47]<\/a> Etty leggeva RILKE, <em>Stundenbuch<\/em> (Il libro d\u2019ore) e <em>Briefe an einen jungen Dichter<\/em> (Lettera a un giovane poeta). Cf ivi 180, 186, 188.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref48\" name=\"_ftn48\">[48]<\/a> Ivi 177.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref49\" name=\"_ftn49\">[49]<\/a> Cf. ivi 182.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref50\" name=\"_ftn50\">[50]<\/a> Ivi 183.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref51\" name=\"_ftn51\">[51]<\/a> Ivi 184.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref52\" name=\"_ftn52\">[52]<\/a> Cf. ivi 187.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref53\" name=\"_ftn53\">[53]<\/a> Cf. <em>Diario<\/em>. <em>Introduzione<\/em>, 18.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref54\" name=\"_ftn54\">[54]<\/a> Ivi 194.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref55\" name=\"_ftn55\">[55]<\/a> Cf. ivi 195.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref56\" name=\"_ftn56\">[56]<\/a> Cf. ivi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref57\" name=\"_ftn57\">[57]<\/a> Cf. ivi 199.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref58\" name=\"_ftn58\">[58]<\/a> Cf. ivi 176.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref59\" name=\"_ftn59\">[59]<\/a> Ivi 203.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref60\" name=\"_ftn60\">[60]<\/a> Cf. ivi 204.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref61\" name=\"_ftn61\">[61]<\/a> Ivi 206.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref62\" name=\"_ftn62\">[62]<\/a> Ivi 208.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref63\" name=\"_ftn63\">[63]<\/a> Cf. ivi 211-212.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref64\" name=\"_ftn64\">[64]<\/a> Ivi 213.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref65\" name=\"_ftn65\">[65]<\/a> Cf. ivi 216-217.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref66\" name=\"_ftn66\">[66]<\/a> Ivi 196.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref67\" name=\"_ftn67\">[67]<\/a> Ivi 217.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref68\" name=\"_ftn68\">[68]<\/a> Cf. ivi 220.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref69\" name=\"_ftn69\">[69]<\/a> Cf. ivi.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref70\" name=\"_ftn70\">[70]<\/a> Cf. ivi 223.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref71\" name=\"_ftn71\">[71]<\/a> Cf. ivi 233.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref72\" name=\"_ftn72\">[72]<\/a> Cf. ivi 224.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref73\" name=\"_ftn73\">[73]<\/a> Ivi 224-225.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref74\" name=\"_ftn74\">[74]<\/a> Ivi 228.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref75\" name=\"_ftn75\">[75]<\/a> Ivi 231. Per l\u2019evoluzione del rapporto con Spier cf. ANTINUCCI, <em>La Shoah<\/em>, 131-133.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref76\" name=\"_ftn76\">[76]<\/a> <em>Lettere (1942-1943<\/em>), Adelphi, 21.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref77\" name=\"_ftn77\">[77]<\/a> Cf. Lettera a Oasis Korman del 28 settembre 1942, 24.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref78\" name=\"_ftn78\">[78]<\/a> Cf. ivi 26.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref79\" name=\"_ftn79\">[79]<\/a> Lettera a Han Wegerif del 23 novembre 1942, ivi 28.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref80\" name=\"_ftn80\">[80]<\/a> Cf. ivi 31.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref81\" name=\"_ftn81\">[81]<\/a> Lettera a due sorelle dell\u2019Aia, Amsterdam dicembre 1942, ivi 41.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref82\" name=\"_ftn82\">[82]<\/a> Cf. ivi 44.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref83\" name=\"_ftn83\">[83]<\/a> Ivi 45.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref84\" name=\"_ftn84\">[84]<\/a> Cf. ivi 77.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref85\" name=\"_ftn85\">[85]<\/a> Cf. ivi 80.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref86\" name=\"_ftn86\">[86]<\/a> Ivi 87.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref87\" name=\"_ftn87\">[87]<\/a> Cf. ivi 88.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref88\" name=\"_ftn88\">[88]<\/a> Cf. ivi 96.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref89\" name=\"_ftn89\">[89]<\/a> Lettera a Maria Tuinzig dell\u20198 agosto 1943, ivi, 114-115.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref90\" name=\"_ftn90\">[90]<\/a> Cf. ivi 122-123.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref91\" name=\"_ftn91\">[91]<\/a> Ivi 132.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref92\" name=\"_ftn92\">[92]<\/a> Ivi 147.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref93\" name=\"_ftn93\">[93]<\/a> Ivi 149.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5424\" src=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-content\/Diario-150x150.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\"> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignleft size-thumbnail wp-image-5425\" src=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-content\/Diario1-150x150.png\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"150\"><\/p>\n\n\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>LA VICENDA DI ETTY HILLESUM \u2018Nonostante il dolore la vita \u00e8 bella\u2019[1]. Etty Hillesum non parla di fraternit\u00e0, ma di amore universale, amore anche per il nemico, superamento dell\u2019odio.&nbsp; L\u2019amore universale ha una dimensione interreligiosa, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2022\/06\/fraternita-e-shoah\/\" title=\"Fraternit\u00e0 e Shoah\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[1909,1912,1910,79,91,1914,291,1916,1911,285,1913,101,1915,684,299,695],"class_list":["post-5423","post","type-post","status-publish","format-standard","category-news-eventi","tag-bella","tag-conscienza","tag-diario","tag-dolore","tag-donna","tag-dramma","tag-ebrei","tag-etty-hillesum","tag-intelletto","tag-israele","tag-mistero-uomo","tag-morte","tag-popolo-scelto","tag-ragione","tag-shoah","tag-stato"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5423","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5423"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5423\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5426,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5423\/revisions\/5426"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5423"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5423"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5423"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}