{"id":4571,"date":"2019-07-27T08:54:59","date_gmt":"2019-07-27T07:54:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/?p=4571"},"modified":"2019-07-27T08:56:11","modified_gmt":"2019-07-27T07:56:11","slug":"eventi-interreligiosi-3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2019\/07\/eventi-interreligiosi-3\/","title":{"rendered":"Eventi interreligiosi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\" style=\"text-align:center\"><strong>LUGLIO 2019<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1 luglio 2019<\/strong> Monsignor Bruno Forte,\narcivescovo di Chieti-Vasto, entra a far parte dei consultori della Commissione\nper i rapporti religiosi con l\u2019Ebraismo. Lo ha nominato Papa Francesco insieme\na&nbsp;monsignor Edward Bernard Scharfenberger, vescovo di Albany (Usa); padre\nLouis-Marie Coudray, direttore dell\u2019ufficio delle Relazioni con l\u2019Ebraismo\ndella Conferenza episcopale francese, Etienne Emmanuel Veto, direttore del\nCentro cardinal Bea per gli studi giudaici presso la Pontificia Universit\u00e0\nGregoriana. Nominate consultrici anche due donne: suor Maria Neubrand, docente di\nEsegesi del Nuovo Testamento presso la Facolt\u00e0 di Teologia dell\u2019Universit\u00e0 di\nPaderborn (Germania), e la professoressa Verena Lenzen, direttrice\ndell\u2019Istituto per le Ricerche Ebraico-Cristiane dell\u2019Universit\u00e0 svizzera di\nLucerna. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3 luglio 2019<\/strong>. Le sei maggiori\nreligioni di Hong Kong hanno pubblicato un appello in cui hanno chiesto ai\ngiovani e ai manifestanti, scesi in piazza per difendere le libert\u00e0\ncostituzionali di Hong Kong, chiedendo loro di&nbsp;\n\u201cresistere davanti alla tentazione di compiere atti che possano causare\nviolenze\u201d. Analogamente hanno chiesto all\u2019esecutivo e alla polizia del\nTerritorio:&nbsp; \u201c(\u2026) rinuncino a commettere\nazioni che possano esacerbare ulteriormente gli animi\u201d. Il \u201cColloquio dei sei\nleader religiosi\u201d del Territorio \u00e8 un organismo che riunisce i vertici di\nbuddhismo, confucianesimo, islam, cristianesimo protestante, taoismo e\ncattolicesimo (nel mondo cinese, cattolici e protestanti sono considerati\nmembri di religioni diverse fra loro). Al momento, il rappresentante della\nChiesa cattolica \u00e8 il card. John Tong Hon, vescovo emerito di Hong Kong\nnominato da papa Francesco Amministratore apostolico della diocesi in attesa di\nun nuovo presule. Nel documento, pubblicato soltanto in cantonese, i leader\nhanno chiesto alla popolazione di \u201cesprimere la propria opinione in maniera\npacifica e razionale. Allo stesso tempo chiediamo \u2013 hanno affermato &#8211; al\ngoverno e a chiunque si opponga a queste manifestazioni di ascoltare l&#8217;opinione\naltrui e comunicare in maniera sincera\u201d. Questo appello alla moderazione ha lo\nscopo di non fomentare ulteriormente una situazione gi\u00e0 molto esacerbata.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>5 luglio 2019<\/strong>. Il World council of\nChurches (Wcc) al centro ecumenico di Ginevra per la prima volta ha ospitato un\nconvegno per il dialogo tra sikh e cristiani, con l\u2019obiettivo di commemorare il\n550\u00b0 anniversario della nascita di Guru Nanak (1469), il mistico indiano\nfondatore del sikhismo. Il vescovo Miguel \u00c1ngel Ayuso Guixot, attuale\npresidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso, intervenendo\nal convegno ha affermato che \u00e8 possibile perseguire la pace in un mondo\npluralistico; ha anche indicato sette strade per raggiungere l\u2019obiettivo. Si\ntratta anzitutto \u201cdi vivere ciascuno la propria fede in modo autentico per\nrimanere radicati nei valori della comprensione della\nfraternit\u00e0 umana e dell\u2019esistenza armoniosa; riconoscere, preservare quanto c\u2019\u00e8\ndi buono a livello spirituale, morale e socio-culturale in tutte le religioni,\nanche imparando da esse; promuovere autentici legami di amicizia, rispettando\nl\u2019intrinseca dignit\u00e0 e integrit\u00e0 di ciascun essere umano; lavorare insieme per\nil bene comune, assicurando che la voce degli ultimi sia ascoltata forte e\nchiara e che i loro legittimi bisogni siano soddisfatti; favorire una cultura\ndi dialogo e di collaborazione tra persone di diverse tradizioni; creare la\nconsapevolezza che le differenze non sono mai una minaccia ma una potenziale\nfonte di crescita e di arricchimento; pregare e digiunare per la pace\u201d. Il vescovo Ayuso ha continuato il suo discorso sottolineando che il\nsikhismo condivide con il cristianesimo il valore dell\u2019ospitalit\u00e0, che si\nriflette attraverso la pratica della condivisione dei pasti (<em>Langar)<\/em>.\nAlytro valore comune \u00e8 il grande sforzo \u2013 messo in atto dai sikh in questi\nultimi anni \u2013 per proteggere e servire le persone pi\u00f9 vulnerabili coinvolte nei\nconflitti in diverse parti del mondo, come &#8211; ad esempio &#8211; i rifugiati Rohingya\nal confine tra Bangladesh e Myanmar, e i profughi siriani. Il prelato ha anche\nricordato che Tegh Bahadur (1621-75), il nono guru dei sikh, fu martirizzato per aver difeso la libert\u00e0 religiosa\nanche di quanti erano al di fuori della tradizione sikh. Si tratta, in effetti,\napplicazione pratica della \u2018regola d\u2019oro\u2019 che rimanda alla comprensione\ncristiana della <em>diakonia <\/em>(servizio) e della <em>koinonia\n<\/em>(fraternit\u00e0). <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Monsignor Ayuso ha\naugurato ai sikh di \u201ccontinuare a rimanere ispirati dall\u2019esempio del fondatore\nin modo da diventare sempre pi\u00f9 autentici uomini e donne impegnati a costruire\nla pace e a diffondere la gioia nel mondo\u201d, citando il messaggio di Paolo VI\nper la Giornata mondiale della pace del 1976. L\u2019illustre relatore ha aggiunto\nche \u201ctutti devono continuare a lavorare per la pace con pazienza e\nperseveranza. Nell\u2019attuale contesto di crescente intolleranza, discriminazione,\nconflitti, tensioni e violenze, a causa dell\u2019aumento allarmante\ndell\u2019estremismo, del fanatismo, del fondamentalismo e del nazionalismo\npopulista \u2014 ha denunciato il vescovo \u2014 \u00e8 necessario che gli uomini si impegnino\nper la pace ovunque. Imbarcarsi, quindi, in iniziative per la ricerca della\npace \u00e8 un\u2019esigenza globale e un invito urgente agli uomini e alle donne di\ntutte le fedi\u201d. Del resto, ha aggiunto il presule comboniano, \u201csulla scia di\neventi sconvolgenti che riguardano i paesi in cui viviamo come cittadini o\nresidenti\u201d e persino \u201cnei nostri quartieri, il ruolo dei credenti diventa\nvitale\u201d, perch\u00e9 vivendo con gli insegnamenti delle religioni \u2014 come affermava\nGiovanni Paolo II nel messaggio per la Giornata mondiale della pace del 1992 \u2014\nnon si \u201cpu\u00f2 non produrre frutti di pace e di fraternit\u00e0\u201d; infatti \u201c\u00e8 nella\nnatura della religione promuovere un vincolo sempre pi\u00f9 stretto con la divinit\u00e0\ne favorire un rapporto sempre pi\u00f9 solidale tra gli uomini\u201d. Di conseguenza, ha\nconcluso Ayuso, \u201cabbiamo una responsabilit\u00e0 come credenti e come leader delle\nnostre rispettive comunit\u00e0\u201d: quella di \u201cdiventare costruttori di fraternit\u00e0 e\ndi pace\u201d. Mons. Ayuso, in merito, ha rilanciato il documento sulla \u2018<em>Fratellanza umana per la pace\nmondiale e la convivenza comune<\/em><em>\u2019<\/em> firmato ad Abu Dhabi il 4\nfebbraio scorso dal Papa e dal Grande imam di Al-Azhar, raccomandandone lo\nstudio. Infatti, sebbene si riferisca alle relazioni tra cristiani e musulmani,\ncontiene un messaggio di portata universale.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>8 luglio 2019<\/strong>. In occasione delle\nuniversiadi \u2018Sport e religioni per la pace\u2019 la diocesi di Napoli ha promosso\nuno spettacolo interreligioso al teatro San Carlo. Oltre all\u2019esibizione di\nvarie accademie musicali e di danza, del coro dei bambini del San Carlo e di\natre artisti, c\u2019\u00e8 stata quella dei vari gruppi religiosi: Baha\u2019i (due solisti\nhanno eseguito un canto spirituale), ebraismo (il gruppo musicale ha eseguito\nritmi e canti mediterranei, anche la canzone napoletana \u2018Era de maggio\u2019&nbsp; in versione ebraica), buddhismo Sri Ridma\n(danza dello Sri Lanka), buddhismo tibetano (danza per l\u2019autoconsapevolezza),\nSoka Gakkai (canto di un gruppo giovanile per l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Europa).\nL\u2019esibizione islamica \u00e8 stata annullata a causa di un tragico evento luttuoso\nche ha colpito il coordinatore della danza. I rappresenti religiosi presenti\nall\u2019evento, con una rappresentanza delle loro comunit\u00e0, sono stati: il rav\nAriel Finzi (comunit\u00e0 ebraica di Napoli, il dr. Massimo Cozzolino segretario\nnazionale della CII e presidente della comunit\u00e0 islamica di piazza Mercato, un monaco\ndel buddhismo Sri Ridma, Angela Furcas e Silvio Cossa per i Baha\u2019i, il dr.\nLuigi Vitiello coordinatore della Comunit\u00e0 internazionale Dzogchen di Namdeling\n(via Ponti Rossi, Napoli), una rappresentanza dell\u2019Istituto buddhista Soka\nGakkai.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>9\nluglio 2019.<\/strong> La comunit\u00e0\nmondiale Bah\u00e1\u2019\u00ed ha commemorato una delle date pi\u00f9 importanti del suo\ncalendario: il martirio del B\u00e1b. Si tratta di un evento tragico e glorioso\ninsieme, che ha posto fine fine alla vicenda terrena del Precursore-Profeta di\nBah\u00e1\u2019u\u2019ll\u00e1h, che ebbe luogo nella citt\u00e0 persiana di Tabriz, al mezzod\u00ec del 9\nluglio 1850. Il B\u00e0b venne denigrato, umiliato e deriso; per farlo tacere,\ninfine,&nbsp; il clero sciita, in combutta con\nle autorit\u00e0 governative, decise di ucciderlo. Nel XIX secolo A. L. M. Nicolas,\ninterprete presso l\u2019ambasciata francese a Teheran, scrisse sul tragico evento:\n\u201cGes\u00f9 Cristo \u00e8 morto volontariamente, perch\u00e9 doveva morire e compiere le\nprofezie. \u00c8 la stessa cosa per il B\u00e1b, che volle cos\u00ec dare una prova evidente\ndelle sue parole. \u00c8 uno dei pi\u00f9 magnifici esempi di coraggio che l\u2019umanit\u00e0\nabbia mai veduto ed \u00e8 anche una prova dell\u2019amore che il nostro eroe portava ai\nsuoi simili. Egli ha sigillato con il sangue il patto della fratellanza\nuniversale e, come Ges\u00f9, ha pagato con la vita l\u2019annuncio del regno della\nconcordia, della giustizia e dell\u2019amore per il prossimo\u201d. Il Bab, che a met\u00e0\ndel 1800 suscit\u00f2 viva ammirazione in&nbsp;\ninnumerevoli personalit\u00e0 di varie parti del mondo (persino dello Zar di\nRussia), \u00e8 ritenuto dai Baha\u2019i un Messaggero di Dio e la Porta all\u2019avvento di\n\u201cColui che Dio manifester\u00e0\u201d. Per l\u2019importante solennit\u00e0 i credenti baha\u2019i\nitaliani possono anche astenersi dal lavoro, in quanto la legge italiana\nobbliga i datori di lavoro a concedere loro una giornata di ferie.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>12\nluglio 2019<\/strong>. Gi\u00e0 da vari\nanni la Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia meridionale (Pftim)\nsezione San Tommaso d\u2019Aquino, porta avanti un percorso di formazione\nall\u2019ecumenismo e al dialogo interreligioso attraverso i corsi promossi dal\nBiennio di specializzazione e&nbsp; l\u2019Istituto\ndi cristologia. La sezione San Tommaso d\u2019Aquino ha promosso anche incontri\naccademici con esponenti di varie religioni e delle varie confessioni\ncristiane. La sezione San Luigi recentemente ha inaugurato un Laboratorio per\nil dialogo interreligioso e interculturale attraverso le arti: nasce presso la\nScuola di alta formazione di arte e teologia (Safat). L\u2019iniziativa, che\nprender\u00e0 il via con l\u2019inizio del prossimo anno accademico, costituisce un\nulteriore tassello nel ricco percorso compiuto dalla Scuola in tredici anni di\nattivit\u00e0, durante i quali ha sempre avuto un\u2019attenzione particolare al dialogo\ntra religioni e culture. Area di studio, approfondimento e indagine del\nLaboratorio sar\u00e0 il Mediterraneo \u2013 gi\u00e0 al centro dei convegni dal respiro internazionale\n\u2018La Teologia dopo <em>Veritatis Gaudium<\/em>\nnel contesto del Mediterraneo\u2019, al quale ha preso parte anche Papa Francesco, e\n\u2018Arte e dialogo nel Mediterraneo\u2019. I laboratori saranno tenuti da studiosi\ndelle tre religioni abramitiche, di storici dell\u2019arte e archeologi di spessore,\noperatori culturali con esperienza, artisti italiani e internazionali.<br>\n\u201cL\u2019arte \u00e8 da sempre strumento di conoscenza e possibilit\u00e0 di incontro tra i\npopoli del Mediterraneo perch\u00e9 nell\u2019arte si rivelano i tratti comuni alle\ndifferenti culture, soprattutto sul piano religioso \u2013 ha sottolineato Giorgio\nAgnisola, critico d\u2019arte, condirettore della Safat e curatore del Laboratorio\n-. Ecco perch\u00e9 \u00e8 importante la nascita di un laboratorio che abbia come\npriorit\u00e0 la conoscenza e la competenza di carattere interreligioso e\ninterculturale, anche nel campo delle arti. Le stesse citt\u00e0 del Mediterraneo\nhanno un volto frutto di continue sovrapposizioni di culture, nei loro aspetti\nlaici e religiosi: Napoli ne \u00e8 esempio eccellente e per questo sar\u00e0 al centro\ndi uno dei progetti che gli allievi porteranno avanti durante il Laboratorio,\nintitolato \u2018Napoli \u00e8 Mediterraneo\u2019\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cLa\nPontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale con questo Laboratorio \u2013\nha aggiunto Pino Di Luccio, decano della sezione san Luigi e direttore della\nSafat \u2013 vuole portare avanti il suo lavoro di ricerca per l\u2019elaborazione di una\nteologia contestuale nel Mediterraneo che, come ci ha indicato il Santo Padre\nlo scorso giugno, \u00e8 chiamata ad essere una teologia dell\u2019accoglienza e a\nsviluppare un dialogo sincero con le diverse voci territoriali per la\ncostruzione di una societ\u00e0 inclusiva e fraterna e per la custodia del creato\u201d.<br>\nIl Laboratorio \u2013 che sar\u00e0 aperto a coloro che hanno seguito il corso\nistituzionale di Arte e Teologia per i beni culturali e a tutti coloro che\nsiano interessati al tema specifico, purch\u00e9 forniti dei titoli e\/o delle\ncompetenze richiesti per l\u2019accesso alla Scuola BAB:<br>\n&#8220;Chi pu\u00f2 rimuovere le difficolt\u00e0 eccetto Dio? Dite: Lodato sia Iddio! Egli\n\u00e8 Dio! Tutti sono Suoi servi e tutti stanno al Suo comando.&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">o svolgano\nun\u2019attivit\u00e0 ecclesiale specifica e possano giovarsi dell\u2019arte come strumento di\ncatechesi e pastorale \u2013 si articoler\u00e0 in due ambiti fondamentali: un ambito\nconoscitivo, di studio e condivisione culturale, ed uno propositivo, mediante\nl\u2019attivazione di progetti concreti comuni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>13 luglio 2019.\n<\/strong>Papa Francesco, in occasione del venticinquesimo\nanniversario della strage avvenuta il 18 luglio 1994 a Buenos Aires, quando\nun\u2019autobomba distrusse la sede dell\u2019Associazione mutualit\u00e0 israelita argentina\n(Amia), provocando 85 morti e oltre duecento feriti, ha scritto: \u201cNon \u00e8 la\nreligione a incitare e a portare alla guerra, ma l\u2019oscurit\u00e0 nei cuori di quanti\ncommettono atti irrazionali. Dio ci ha chiamati a convivere come fratelli, e\nquesta fratellanza ci abbraccia e ci unisce al di l\u00e0 di qualsiasi limite\ngeografico o ideologico\u201d. In un messaggio in lingua spagnola inviato nei giorni\nscorsi al presidente Jorge Knoblovits, il Pontefice ha ricordato \u201ccome dal\nprimo giorno, ogni 18 luglio il mio cuore accompagna i familiari delle vittime,\nsiano essi ebrei o cristiani. E dal primo giorno \u2014 assicura \u2014 prego Dio per il\nriposo eterno di quanti hanno perso la vita in quell\u2019atto di follia\u00bb e \u00abprego\nanche per quanti sono sopravvissuti all\u2019esplosione, portando da allora le\nferite nel corpo e nell\u2019anima\u201d. Ampliando la riflessione sulla \u2018follia\u2019 del\nterrorismo stragista, Francesco ha osserva come tuttavia non si tratti di una\nrealt\u00e0 \u201climitata all\u2019Argentina. Troppe volte in questi 25 anni \u2014 ha fatto\nnotare \u2014 abbiamo visto vite e speranze infrante in nome della religione. Questa\n\u2018terza guerra mondiale a pezzetti\u2019 non conosce confini e ha mostrato il suo\nvolto crudele dall\u2019Oriente all\u2019Occidente. Ha fatto di spose vedove e di figli e\nfiglie orfani; e tutto ci\u00f2 in nome di Dio\u201d, attraverso un uso blasfemo del nome\ndel Signore. Invece, ha puntualizzato il Pontefice, \u201ctutti insieme costituiamo\nla grande famiglia umana\u201d e \u201cquesta consapevolezza di essere fratelli, insieme\nai valori del rispetto e della tolleranza \u2014 \u00e8 la conseguente esortazione \u2014 la\ndobbiamo trasmettere alle prossime generazioni\u201d. E poich\u00e9, ha aggiunto papa\nFrancesco, \u201c\u00e8 certo che Dio ci ha creati uguali in diritti, ma lo ha fatto\nanche in doveri e dignit\u00e0\u201d ecco allora che \u201cla pace non deve essere solo un\nnostro diritto\u201d, ma \u2014 ha concluso il Papa \u2014 \u201cla sua costruzione deve essere\nanche un nostro obbligo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>15 luglio 2019.<\/strong> Rappresentanti delle Chiese\n(pentecostali, battisti, luterani, dei Santi degli ultimi giorni, avventisti),\ndelle comunit\u00e0 religiose cilene, come la comunit\u00e0 ebraica e quella islamica, la\nlocale Conferenza episcopale, hanno firmato una dichiarazione per contestare la\ndecisione del Consiglio nazionale dell\u2019educazione, secondo cui l\u2019insegnamento\ndella religione non sar\u00e0 pi\u00f9 obbligatorio, ma facoltativo per gli studenti del\nterzo e quarto anno delle medie (in pratica le scuole superiori italiane).\nNella dichiarazione si evidenzia come l\u2019insegnamento della religione\ncontribuisca \u201calla formazione di un cittadino democratico, responsabile, etico,\ncritico, libero, solidale, con una visione della cultura e della religiosit\u00e0\ndella societ\u00e0 in cui vive\u201d. Secondo i leader religiosi, passare da ore\nobbligatorie e due ore facoltative, messe in alternativa ad altre tre proposte,\n\u201ccrea una concorrenza artificiale e iniqua, favorendo, in pratica,\nl\u2019eliminazione dal corso di studi\u201d della disciplina, privando cos\u00ec gli studenti\ndi una possibilit\u00e0 di \u201cformazione integrale\u201d e di uno \u201csviluppo etico, sociale\ne culturale che proprio la Legge generale dell\u2019educazione dichiara di\nperseguire\u201d. I&nbsp; firmatari hanno invitato\nil Consiglio nazionale dell\u2019educazione a \u201criconsiderare la sua recente\ndecisione\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>18 luglio 2019.<\/strong>\nA quasi sei\nmesi dalla firma ad Abu Dhabi del Documento sulla \u2018Fratellanza Umana\u2019,\nsottoscritto da Papa Francesco e dal Grande Imam di Al-Azhar Ahmad Al-Tayyeb\n(3-5 febbraio 2019), ventidue leader e intellettuali musulmani sunniti, sciiti\ne sufi hanno firmato un testo di 15 pagine per ribadire il loro sostegno al\nDocumento. Essi hanno inteso ribadire che l\u2019unica via per la pace \u00e8 la\nconoscenza reciproca. L\u2019intento del\nrecente testo, ha riferito l\u2019Imam Pallavicini &#8211; \u00e8 quello di esortare alla\nriflessione \u201csulla Dichiarazione, sul suo metodo, sul suo linguaggio:\ndiscuterne in modo fraterno, possibilmente critico, ma senza escludere\napertamente il testo per ragioni ideologiche o politiche\u201d. Il direttore del\nCoreis ha sottolineato che la firma di Abu Dhabi ha generato delle divisioni\nall\u2019interno del mondo musulmano; non sono mancate critiche per l\u2019iniziativa\ncondotta dagli Emirati Arabi e portata avanti dal Grande Imam di Al-Azhar, ma\nalcuni esponenti religiosi hanno anche deciso di non sottoscrivere il testo:\n\u201cLa Fratellanza per la conoscenza e la cooperazione Chi ha firmato \u2013 ha spiegato\nPallavicini \u2013 intende raccogliere l\u2019invito a costruire una \u201cfraternit\u00e0 umana\u201d\noltre i confini religiosi, l\u2019intenzione \u00e8 di \u201cpromuovere iniziative locali\nsulla base di questa dichiarazione\u201d, anche \u201ca livello accademico\u201d, costituendo\nuna \u201crete di sostegno al dialogo tra cristiani e musulmani\u201d. Si tratta quindi di &nbsp;\u201cUn punto di partenza\u201d e\n\u201cdi non ritorno\u201d, come riportato da \u2018La Croix\u2019, perch\u00e9 il documento congiunto\nintende ribadire che la cultura del dialogo \u00e8 la via per vivere in pace,\nconoscendosi reciprocamente.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019iniziativa del testo di 15\npagine \u00e8 dell\u2019Imam Yahya Pallavicini, presidente della Coreis italiana\n(Comunit\u00e0 religiosa islamica), insieme all&#8217;Istituto di Studi Islamici in\nFrancia e ad un piccolo gruppo di altri leader musulmani che avevano gi\u00e0 firmato\nla Lettera dei 138 intellettuali musulmani a Papa Benedetto XVI, nel 2007, o\nalla Dichiarazione di Marrakesh sulle minoranze religiose nel 2016. Nel testo\nsi definisce il Documento sulla Fratellanza Umana come \u201cun evento istituzionale\nsenza precedenti nella storia delle relazioni tra cristiani e musulmani\u201d, il\nsegno dell\u2019apertura di una nuova fase orientata \u201cverso il riconoscimento della\nlegittimit\u00e0 e la provvidenziale diversit\u00e0 di rivelazioni, teologie, religioni,\nlingue e comunit\u00e0 religiose\u201d. I ventidue leader e intellettuali musulmani hanno\nevidenziato come le diversit\u00e0 non siano pi\u00f9 considerate \u201ccome una chiamata alla\nconquista o al proselitismo, o un pretesto per una semplice tolleranza di\nfacciata\u201d, ma piuttosto un\u2019opportunit\u00e0 per mettere in pratica la fraternit\u00e0 che\n\u00e8 \u201cuna vocazione contenuta nel piano di Dio per la creazione\u201d. Pertanto, il\ndialogo interreligioso, che era gi\u00e0 \u201craccomandato dal Corano\u201d, appare oggi\n\u201cvitale\u201d. L\u2019Imam Pallavicini ha puntualizzato che l\u2019intento del testo \u00e8 quello\ndi esortare alla riflessione \u201csulla Dichiarazione, sul suo metodo, sul suo\nlinguaggio: discuterne in modo fraterno, possibilmente critico, ma senza\nescludere apertamente il testo per ragioni ideologiche o politiche\u201d. I\nfirmatari \u2013 ha spiegato Pallavicini \u2013 hanno raccolto l\u2019invito a costruire una\n\u201cfraternit\u00e0 umana\u201d oltre i confini religiosi, con l\u2019intenzione di \u201cpromuovere\niniziative locali sulla base di questa dichiarazione\u201d, anche \u201ca livello\naccademico\u201d, costituendo una \u201crete di sostegno al dialogo tra cristiani e\nmusulmani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>20 luglio 2019. <\/strong>La Caritas e il Servizio di pastorale\ngiovanile dell\u2019arcidiocesi di Gaeta, all\u2019interno di un progetto su mondialit\u00e0 e\ndialogo interculturale e interreligioso\u201cStrade di umanit\u00e0, Spirito, arte,\npace\u2026\u201d ha promosso un viaggio in Senegal. Un gruppo di una decina di persone\nsta vivendo un\u2019esperienza di incontro con una terra da cui vengono molti\nimmigrati in Italia, con una cultura antica e da cui sono partiti molti schiavi\nverso le Americhe. \u201cSull\u2019isola di Goree abbiamo potuto vedere \u2013 hanno\nraccontato i partecipanti nel diario di viaggio che pubblicano quotidianamente\n&#8211; il pi\u00f9 importante centro di vendita e smistamento di schiavi dell\u2019Africa. Da\nqui sono passati 20 milioni di schiavi e ne sono morti 6 milioni. Oggi \u00e8 sede\ndi un istituto di studi dove passano migliaia di giovani da tutta l\u2019Africa.\nL\u2019istituto unisce cultura e democrazia con l\u2019arte. Perch\u00e9, dicono, \u2018dove la\npolitica fallisce, l\u2019arte aiuta a non dimenticare\u2019\u201d. Dakar, Touba, Saint Louis\ne il monastero benedettino di Keur Moussa sono alcune delle tappe\ndell\u2019esperienza, che sta portando i partecipanti anche in realt\u00e0 di servizio:\ndal centro per immigrati e rifugiati della Caritas di Dakar, segno di\n\u201cun\u2019accoglienza che \u00e8 l\u2019orgoglio dei senegalesi ed \u00e8 una realt\u00e0 possibile\u201d,\nalla casa di fraternit\u00e0 \u2018Kara Taize\u2019, \u201cda 25 anni in un quartiere popolare di\nDakar a maggioranza islamica\u201d. \u201cQui si incarna il meticciato e l\u2019unit\u00e0 oltre\nogni fede. L\u2019entusiasmo di bambini e bambine che giocano insieme ci ha fatto\nrespirare in Dio\u201d, hanno affermato i partecipanti all\u2019esperienza di solidariet\u00e0\ninterreligiosa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>20 luglio 2019<\/strong>. I membri del movimento islamo-cristiano \u201cSilsilah\u201d \u2014 che in arabo\nsignifica catena \u2014 nato 35 anni fa sull\u2019isola di Mindanao, nelle Filippine,\ndalla volont\u00e0 di un sacerdote del Pontificio istituto missioni estere, padre\nSebastiano D\u2019Ambra hanno dimostrato che l\u2019universo carcerario pu\u00f2 diventare una\npiattaforma di dialogo tra le religioni e di sviluppo delle relazioni umani.\nL\u2019impegno di Silsilah negli istituti penitenziari \u00e8 iniziato diversi anni fa\nnel carcere della citt\u00e0 di Zamboanga, situata a sud della penisola omonima,\ndove il gruppo ha potuto rafforzare sempre di pi\u00f9 la sua attivit\u00e0 di\nsensibilizzazione culturale, di formazione e di condivisione, il cui obiettivo \u00e8\nfar incontrare cristiani e musulmani. Dopo alcuni anni, il movimento \u00e8 stato\ninvitato a condurre i propri progetti di formazione anche\nnella colonia penale di San Ramon, una delle pi\u00f9 antiche delle Filippine,\nsituata al di fuori della citt\u00e0 di Zamboanga, lungo la costa. La cura di questa struttura \u00e8 stata\naffidata da padre D\u2019Ambra \u2014 che \u00e8 anche segretario esecutivo della commissione\nper il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale filippina \u2014 a un\ngruppo di volontari dell\u2019Emmaus dialogue movement, un gruppo cattolico\naffiliato al Silsilah, e a un imam, che insegna presso la madrasah di Silsilah.\nGli operatori di Emmaus si occupano dei detenuti cristiani, mentre l\u2019imam di\nquelli musulmani.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Recentemente si \u00e8 concluso un ciclo di\nformazione di sei mesi, al quale hanno partecipato decine di detenuti, con la\ntradizionale cerimonia di consegna dei diplomi. Padre D\u2019Ambra ha celebrato\nanche la messa, esprimendosi in cebuano, la lingua locale, parlata dalla\nmaggioranza dei carcerati di San Ramon. L\u2019omelia del missionario era dedicata\nal tema della speranza, presente \u2014 ha precisato \u2014 anche in un luogo come la\ncolonia penale. Per una maggiore diffusione del contenuto e dei risultati della\nformazione proposta da Silsilah a San Ramon, il sacerdote ha usato la piattaforma\nInternet del suo movimento: sul sito si pu\u00f2 leggere la testimonianza commovente\ndi uno dei detenuti, con un ringraziamento caloroso agli operatori. \u201cCi hanno\nfatto sentire parte della societ\u00e0, anche se viviamo in carcere, un luogo che\nconsideriamo una comunit\u00e0 differente \u2014 ha confidato il missionario \u2014, sono\narrivati e hanno aperto di nuovo le nostre menti, ricordandoci di dare valore\nalla nostra vita; che tutte le cose hanno senso e valore; che un giorno Dio ci\npermetter\u00e0 di essere liberi e potremo finalmente tornare alle nostre amate\nfamiglie\u201d. Da pi\u00f9 di quarant\u2019anni nelle Filippine, Sebastiano D\u2019Ambra ha\npubblicato recentemente un libro, \u2018Interreligious dialogue. The mission of\ndialogue and peace in the light of the beatitudes\u2019, una sorta di vademecum in\nun mondo globalizzato e di violenza crescente. Edito in inglese dalla Claretian\nCommunications Foundation, \u201cvuole essere uno strumento di formazione al dialogo\ne di avvicinamento tra le religioni\u201d. Il testo aiuta a valutare le spiritualit\u00e0\ndi altre fedi e allo stesso tempo a capire e a rispettare le differenze tra\ncristianesimo e islam in generale, in particolare nel contesto filippino.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>25 luglio 2019<\/strong>. Il percorso di approfondimento\ndel rapporto tra Chiese e povert\u00e0, offerto dalla 56\u00aa sessione di formazione\necumenica del SAE (Segretariato attivit\u00e0 ecumeniche) ad Assisi, ha dedicato una\ngiornata al sotto-tema \u201cOspiti sulla terra dei viventi\u201d, aperta dall\u2019intervento\nbiblico di Amedeo Spagnoletto, rabbino capo della Comunit\u00e0 ebraica di Firenze.\nPrendendo le mosse dal versetto di Levitico 25,23: \u201cLa terra \u00e8 mia \u2013 dice il\nSignore \u2013 e voi siete presso di me come forestieri (<em>gherim<\/em>) e residenti (<em>toshavim<\/em>)\u201d,\nha ricordato rav Spagnoletto che nella visione ebraica prima del rapporto con\nDio \u00e8 fondamentale avere un buon rapporto tra gli esseri umani e nel creato. La\npropriet\u00e0 della terra da parte di Dio \u00e8 la garanzia che ci sia spazio per\ntutti. L\u2019anno sabbatico, la cui istituzione \u00e8 ricordata in Levitico 13, \u00e8\nl\u2019emblema di questo rapporto tra l\u2019essere umano e il creato, \u00e8 il ritorno al\nproprietario originario. \u201cIl Giubileo \u00e8 un precetto \u2013 ha puntualizzato il\nrabbino &#8211; non ostico perch\u00e9 il popolo sa in partenza che la terra \u00e8 di Dio e\nquindi va redistribuita nel 50\u00b0 anno. Occorre che facciamo un lavoro su noi\nstessi per capire che siamo tasselli di un mosaico pi\u00f9 grande di noi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">di <em>Lucia Antinucci<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>LUGLIO 2019 1 luglio 2019 Monsignor Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, entra a far parte dei consultori della Commissione per i rapporti religiosi con l\u2019Ebraismo. Lo ha nominato Papa Francesco insieme a&nbsp;monsignor Edward Bernard Scharfenberger, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2019\/07\/eventi-interreligiosi-3\/\" title=\"Eventi interreligiosi\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":4572,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4571","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-news-eventi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4571","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4571"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4571\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4574,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4571\/revisions\/4574"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4572"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4571"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4571"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4571"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}