{"id":5320,"date":"2022-05-01T11:41:46","date_gmt":"2022-05-01T10:41:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/?p=5320"},"modified":"2022-05-01T11:42:01","modified_gmt":"2022-05-01T10:42:01","slug":"elementi-per-una-telogia-delle-religioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.centrostudifrancescani.it\/site\/2022\/05\/elementi-per-una-telogia-delle-religioni\/","title":{"rendered":"Elementi per una teologia delle religioni"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"document-page\" data-page=\"1\">\n<div class=\"pdf-page\">\n<div class=\"text-wrapper user-select-text\">\n<div data-canvas-width=\"23.855999999999998\">\n<p>W. L\u00f6ser, <em>Elementi per una teologia delle religioni. Sguardi e passi oltre i confini<\/em> (GDT 433), traduzione dal tedesco di G. Poletti, Queriniana, Brescia 2021, pp. 255, euro 26.<\/p>\n<p>\u00abNelle pagine che seguono si tratta anzitutto ed essenzialmente di delineare le vie che i cristiani hanno seguito nel corso della loro storia quando si sono incontrati con persone di altre religioni. In ogni epoca essi hanno gettato i loro sguardi oltre i propri confini nel mondo delle religioni e hanno fatto comunque passi in direzione di esse. \u00c8 necessario, quindi, esaminare l\u2019autocomprensione che la chiesa cristiana ha dovuto assumere per la sua appartenenza al mondo delle religioni. Ne deriva una quantit\u00e0 di elementi costitutivi di una teologia delle religioni. Nelle pagine che seguono saranno individuati e ripresentati anche con il ricorso a citazioni abbastanza lunghe. Dovrebbe risultare riconoscibile, almeno a grandi linee, un compendio delle affinit\u00e0 tra le religioni. Non resta che sperare e auspicare che il risultato sia accettabile anche sul piano ecumenico. I temi di una \u201cteologia delle religioni\u201d sono talmente ricchi, anzi immensi, che fin dall\u2019inizio dovrebbe essere chiaro che qui di seguito sono presentate solo tracce dei percorsi che potrebbero essere fatti in questa teologia\u00bb (p. 6).<\/p>\n<p>L\u2019autore di questo breve saggio, teologo gesuita, gi\u00e0 assistente di Karl Lehmann a Friburgo, e poi professore di teologia dogmatica e di teologia ecumenica fino al 2008 all\u2019Universit\u00e0 Sankt Georgen di Francoforte sul Meno (Germania), nella sua lucida ed essenziale <em>Prefazione <\/em>(5-7), lascia ben intendere la prospettiva dalla quale si pone a proposito della teologia delle religioni che, rappresenta, in questo momento storico per le Chiese, un cantiere sempre aperto sia per lo statuto epistemologico sia per il metodo di ricerca e il carattere interdisciplinare dei suoi contenuti.<\/p>\n<p>Il saggio \u00e8 suddiviso in tre capitoli: <em>La Bibbia come testimonianza e fonte di una teologia delle religioni <\/em>(pp. 25-34); <em>Tracce nella storia della chiesa e della sua teologia <\/em>(pp. 35-172); <em>Temi di una teologia delle religioni <\/em>(pp. 173-243). Il testo \u00e8 corredato di una lunga <em>Introduzione<\/em> (pp. 9-24) e di una brevissima <em>Postafazione <\/em>(pp. 245-246). Nell\u2019<em>Introduzione<\/em> si prende atto del fatto che l\u2019elaborazione di una possibile teologia delle religioni avviene sempre in una situazione concreta dal punto di vista della storia della chiesa, del mondo e dello spirito e che si avvale di molti elementi sociologici e antropologici che fanno parte del vissuto culturale e religiose delle singole tradizioni. Si \u00e8 divenuti consapevoli, poi, del fatto che, nell\u2019incontro con le culture e le religioni delle diverse regioni, la chiesa acquista contorni nuovi. Non \u00e8 poi sottaciuto che la storia delle relazioni tra le religioni \u00e8 anche una storia di lacrime e di sofferenza (cf. p. 22). Tuttavia, il dialogo resta l\u2019atteggiamento fondamentale di ogni credente. Nella <em>Postfazione<\/em> \u00e8 rimarcato il bisogno di sviluppare sempre di pi\u00f9 il dialogo tra i cristiani, oramai presenti in tutto il mondo, e le persone di altre fedi e tradizioni religiose che coabitano sugli stessi territori, senza per questo rinunciare all\u2019annuncio del Vangelo.<\/p>\n<p>Il brevissimo capitolo a carattere biblico \u00e8 dedicato alla tensione esistente gi\u00e0 nel Primo e nel Secondo Testamento tra salvezza universale (Israele e i pagani) e la pretesa cristiana circoscritta nella persona di Ges\u00f9 Cristo. Se, da una parte, la salvezza \u00e8 stata offerta a tutti, dall\u2019altra, \u00e8 data solo per mezzo di Ges\u00f9 Cristo (cf. <em>Rm <\/em>3,25-26). Tuttavia, nel giudizio escatologico di Ges\u00f9, raccolto in <em>Mt <\/em>25, \u00e8 presente uno spazio sconfinato di salvezza: \u00abChi serve i pi\u00f9 poveri, incontra in loro proprio Cristo che s\u2019identifica con quanti hanno bisogno d\u2019aiuto. In questo senso, il discorso del giudizio parla dell\u2019offerta di salvezza universale di Dio, ma senza mettere in gioco anche la mediazione cristologica\u00bb (p. 33). Di fatti, la Sacra Scrittura conosce, rispetto alle religioni, \u00absia un s\u00ec che un no, un fedele insistere sulla propria posizione e contemporaneamente un interesse aperto all\u2019altro. In questo modo \u00e8 indicata una cornice dentro la quale anche la chiesa deve cercare e trovare la sua strada camminando nella storia, nelle sue situazioni di volta in volta concrete e di fronte a interlocutori concreti di altre religioni\u00bb (p. 33).<\/p>\n<p>La parte pi\u00f9 densa del saggio \u00e8 presente nel capitolo secondo che ha un carattere storico-critico e teologico-sistematico e ripresenta dati gi\u00e0 acquisiti e ripetuti da ogni possibile manuale di teologia delle religioni, fino a favorire una sintesi dei recenti approcci a una teologia delle religioni (cf. pp. 155-172). Si considera il contributo dei padri della chiesa, il dialogo tra cristiani ed ebrei, poi tra cristiani e musulmani, con riferimenti a Raimondo Lullo e a Niccol\u00f2 Cusano, passando per la critica razionalista di Lessing e la filosofia della religione di Hegel, ripercorrendo anche le tappe pi\u00f9 importanti del dialogo interreligioso attraverso il Vaticano II.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo capitolo, dedicato ai temi di una teologia delle religioni, si sofferma sul significato (identit\u00e0 e missione) della chiesa come fondazione di Dio, sul tema della povert\u00e0 e della libert\u00e0 di religione e ai dialoghi ufficiali nella Chiesa cattolica. L\u2019autore osserva che, nel dialogo tra le religioni, \u00abrientra anche il fatto che il proprio punto di partenza \u00e8 messo in discussione e non viene taciuto. Per questo non \u00e8 da escludere che esso, nel corso del dialogo, possa essere mutato, anzi c\u2019\u00e8 addirittura da aspettarselo\u00bb (p. 199). In fin dei conti, rileva l\u2019autore, la religione manifesta, almeno sul piano fenomenico, la dimensione pi\u00f9 profonda (la coscienza simbolica) del nostro venire al mondo e abitare socialmente in un determinato territorio. Resta il problema di ulteriori distinzioni tra le religioni (abramitiche, orientali, primitive, ecc.) che esigono una comprensione nei loro contesti d\u2019origine e di sviluppo, da qui il bisogno di uno scambio dialogico tra i diversi partner religiosi affinch\u00e9 ci si comunichi la propria esperienza di fede, ascoltando il punto di vista dell\u2019altro. [<em>Edoardo Scognamiglio<\/em>].<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>W. L\u00f6ser, Elementi per una teologia delle religioni. Sguardi e passi oltre i confini (GDT 433), traduzione dal tedesco di G. 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