Centro Studi Francescani

Educare alla Pace e al rispetto delle Alterità

Il Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture è nato da un’esperienza concreta di Confronto e Dialogo con la Città (Maddaloni, provincia di Caserta) e le sue Presenze multietniche. Una delle istanze più urgenti del nostro tempo riguarda proprio la formazione dei giovani e delle famiglie al rispetto delle Alterità, all’accoglienza dei Popoli e alla conoscenza delle Culture che s’incrociano – in misura assidua e sempre più originale, nonché complessa – sul Territorio. Consapevoli dei numerosi sforzi che bisogna ancora compiere, i collaboratori del Centro Studi Francescani – già impegnati nelle attività a carattere religioso, culturale e socio-politico mediante il Centro Studi “Città… Mia” – offrono le loro competenze e progettualità con generoso impegno e senza scopo di lucro.

Negli ultimi cinque anni, abbiamo orientato le proposte formative secondo tre obiettivi: educare alla legalità, promuovere il rispetto della persona umana in ogni ambito della vita (sociale, economico, religioso, politico, culturale, etico), favorire l’integrazione tra comunità locale e presenze extracomunitarie. Queste finalità sono state promosse non solo dall’offerta di Corsi di Formazione e di Orientamento, bensì, innanzitutto, dall’attivazione di Convegni, Seminari di Ricerca, Colloqui, che hanno coinvolto – in primis – le Comunità cristiane locali, i diversi Centri Accademici Nazionali, le Scuole, gli Operatori culturali, civili e sanitari, i Cittadini di ogni credo religioso e appartenenza politica. Costante è stato il riferimento all’Unione Europea, al bisogno di conoscenza, di confronto, di verifica, di critica, di analisi, per meglio integrare la nostra realtà cittadina con le aspettative della medesima Unione Europea. Da qui la necessità dello studio della Lingue Inglese, Francese, Tedesca, Araba, Italiana per stranieri, della considerazione delle analisi dei flussi migratori in Europa, soprattutto di un primo avvicinamento sincero – oggettivo – al mondo dell’Islam e alla Cultura araba. Tuttavia, in quanto membri di un Centro Studi a ispirazione cristiana, non potevamo trascurare la formazione cristiana e l’impegno per la conoscenza della spiritualità francescana. Si motiva, così, la nostra estrema sensibilità per l’educazione alla Pace, al Dialogo e alla salvaguardia del Creato!

Sono tre gli ambiti di azione del Centro Studi Francescani sul Territorio casertano e nazionale: la proposta dei Corsi di Formazione (è la docta spes), ogni corso è di circa 60 ore; la presentazione di Convegni, di Seminari, la celebrazione di eventi culturali e di spiritualità (è la docta fides); l’impegno socio-caritativo (è la docta caritas), che comprende alcune attività pastorali tipicamente francescane, il volontariato, il lavoro per le missioni, la prestazione gratuita di consulenze professionali, etc… Attualmente, oltre ai Corsi di Lingue, vengono seguiti con successo i seguenti Corsi: Bibbia e Corano, Storia delle Religioni, Psicologia, Diritto Internazionale, Introduzione alla Teologia.

Il Centro Studi Francescani, riconosciuto come Opera provinciale nell’ultimo Capitolo dei Frati Minori Conventuali dell’Alma Provincia religiosa di Napoli (Castellammare di Stabia, 25/29 aprile-11/14 luglio 2005), è aperto a tutti – accoglie collaboratori e sostiene progetti non solo nell’ambito cristiano ma dell’intera Comunità civile – e opera in ogni parte d’Italia (attraverso la presenza di Conventi, di Scuole, di Luoghi disponibili); fa sue, inoltre, le proposte e i suggerimenti che a più voci, nella Chiesa cattolica, invitano – da lungo tempo (cf. Concilio Ecumenico Vaticano II, Dichiarazione Nostra aetate, sulle relazioni della Chiesa con le religioni non-cristiane [28-10-1965], nn. 2-4) – a porre attenzione alla natura delle relazioni con i popoli, le religioni e le speranze del mondo, al fine di collaborare alla costruzione di una fraternità universale segnata dalla pace e dalla giustizia.

Speriamo che iniziative come queste, dove i giovani sono i primi protagonisti e le famiglie coinvolte in toto, possano trovare accoglienza in tanti altri luoghi ecclesiali, per annunciare – con efficacia e maturità – il Vangelo in un mondo che – veramente – continua a cambiare! È in allestimento anche un sito (www.centrostudifrancescani.it) che dovrebbe accogliere tutto il materiale che, di volta in volta, viene presentato ed elaborato attraverso i Convegni, gli incontri, i Seminari, i Corsi.

A nessuno sfugge il conflitto d’identità che spesso s’innesca nell’incontro tra persone di culture diverse. Non mancano in ciò elementi positivi. Inserendosi in un nuovo ambiente, l’immigrato diventa spesso più consapevole di chi egli è, specialmente quando sente la mancanza di persone e di valori che sono importanti per lui. Nelle nostre società investite dal fenomeno globale della migrazione è necessario cercare un giusto equilibrio tra il rispetto dell’identità propria e il riconoscimento di quella altrui. È, infatti, necessario riconoscere la legittima pluralità delle culture presenti in un Paese, compatibilmente con la tutela dell’ordine da cui dipendono la pace sociale e la libertà dei cittadini. Nasce, così, presso il Centro Studi Francescani, ma anche in ogni ambito della Chiesa, la necessità del dialogo fra uomini di culture diverse in un contesto di pluralismo che vada oltre la semplice tolleranza e giunga alla simpatia. Una semplice giustapposizione di gruppi di migranti e di autoctoni tende alla reciproca chiusura delle culture, oppure all’instaurazione tra esse di semplici relazioni di esteriorità o di tolleranza. Si dovrebbe, invece, promuovere una fecondazione reciproca delle culture. Ciò suppone la conoscenza e l’apertura delle culture tra loro, in un contesto di autentica comprensione e benevolenza. È quanto auspichiamo con le iniziative intraprese presso il Convento San Francesco in Maddaloni, la cui presenza sul Territorio della Diocesi di Caserta riceve uno spessore sempre più di grande rilievo e abbastanza significativo.

I cristiani, per parte loro, consapevoli della trascendente azione dello Spirito, sanno inoltre riconoscere la presenza nelle varie culture di preziosi elementi religiosi e umani, che possono offrire solide prospettive di reciproca intesa. Ovviamente occorre coniugare il principio del rispetto delle differenze culturali con quello della tutela dei valori comuni irrinunciabili, perché fondati sui diritti umani universali. Scaturisce di qui quel clima di “ragionevolezza civica” che consente una convivenza amichevole e serena. Se coerenti con se stessi, i cristiani non possono poi rinunziare a predicare il Vangelo di Cristo a ogni creatura (cf. Mc 16,15). Lo devono fare, ovviamente, nel rispetto della coscienza altrui, praticando sempre il metodo della carità, come già san Paolo raccomandava ai primi cristiani (cf. Ef 4,15) e san Francesco ha testimoniato ai suoi frati e amici nell’incontro con i musulmani del suo tempo!

Alla luce dello “Spirito di Assisi”, memoria tanto cara a Giovanni Paolo II, il Centro Studi Francescani di Maddaloni si propone di contribuire alla formazione di una Fraternità universale, ove gli uomini e le donne di ogni credo e cultura possano scoprire la propria dignità di persone e, assieme, costruire la società del domani, fondata sui valori della giustizia, della libertà e della pace.

All’inizio di un nuovo millennio, più viva si fa la speranza che i rapporti tra gli uomini siano sempre più ispirati all’ideale di una fraternità veramente universale. Senza la condivisione di questo ideale, la pace non potrà essere assicurata in modo stabile. Molti segnali inducono a pensare che questa convinzione stia emergendo con maggior forza nella coscienza dell’umanità. Il valore della fraternità è proclamato dalle grandi “carte” dei diritti umani; è manifestato plasticamente da grandi istituzioni internazionali e, in particolare, dall’Organizzazione delle Nazioni Unite; è, infine, esigito, come mai prima d’ora, dal processo di globalizzazione che unisce in modo crescente i destini dell’economia, della cultura e della società. La stessa riflessione dei credenti, nelle diverse religioni, si fa più incline a sottolineare che il rapporto con l’unico Dio, Padre comune di tutti gli uomini, non può che favorire il sentirsi e il vivere da fratelli. Nella rivelazione di Dio in Cristo, questo principio è espresso con estrema radicalità: «Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1Gv 4,8).

Il Direttore
P. Edoardo Scognamiglio

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