Lo Spirito di “Assisi” e la “profezia della pace”

Le famiglie francescane insieme per il dialogo e la pace con i popoli, le religioni, le culture…

Ieri, 23 ottobre, a Napoli, presso il Pala Argine di Ponticelli, si è svolta la giornata di riflessione, di preghiera e di dialogo sullo “spirito di Assisi” e la “profezia della pace”. Si sono dati appuntamento più di milleduecento persone impegnate a diverso titolo nei movimenti francescani: giovani della Gi.fra (gioventù francescana), terziari dell’Ofs (Ordine francescano secolare), religiosi francescani (frati, suore, consacrati) e laici impegnati per l’ecumenismo. Significativa la presenza di alcuni esponenti del mondo cristiano ortodosso, riformato, come anche dell’islam, della comunità internazionale Bahai, del cattolicesimo. L’evento è stato voluto in preparazione all’incontro mondiale per la pace che il prossimo 27 ottobre si svolgerà ad Assisi, con la presenza di tutti i leadership delle singole religioni e dei non credenti. A moderare l’incontro al palazzetto dello sport di Ponticelli è stato p. Edoardo Scognamiglio, direttore del Centro Studi Francescani per il Dialogo interreligioso e le Culture di Maddaloni, nonché Ministro Provinciale dei Frati minori conventuali di Napoli e Basilicata, e docente di Teologia e Dialogo interreligioso a Napoli e a Roma in diversi centri accademici. Lo “spirito di Assisi” e la “profezia della pace” si ispirano al viaggio di san Francesco in Egitto e al suo incontro con il Sultano (Melik al-Kamel) e all’amicizia che nacque tra i due. I giovani hanno molto apprezzato la relazione della professoressa Giuliana Martiriani (docente di Geografia economica e politica alla Univeristà degli Studi di Napoli Federico II) che da lungo tempo lavora per la creazione di laboratori di pace a livello nazionale, dedicando un particolare impegno per la creazione di centri di ascolto e di dialogo soprattutto in Campania. Nella sua bella relazione, la professoressa Martirani, illustrando il significato della pace, ha messo in evidenza quattro ambiti o aspetti in cui occorre lavorare per la pace: in rapporto a se stessi, nelle relazioni con gli altri, in rapporto con il mondo e l’ambiente, tra i popoli. Spesso, avviene uno squilibrio dentro di noi nel momento in cui viviamo divisi, cioè quando mente, cuore, anima e corpo non trovano armonia. Ciò avviene anche quando perdiamo il senso delle relazioni interpersonali: da qui il bisogno di riscoprire un certo spirito meridionale che ha sempre favorito, in ogni epoca, le relazioni e il dialogo tra persone e comunità diverse. L’attenzione, poi, al senso della giustizia e al rispetto dell’ambiente è stato fortemente richiamato dalla professoressa di Geografia economica e politica: la terra è la nostra vera dispensa e, quindi, non possiamo sciupare i suoi prodotti attraverso un consumo insostenibile. Da qui la necessità di riscoprire un nuovo stile di vita che tenga conto della semplicità e della sobrietà.

Per fare questo è urgente riscoprire un Sud del mondo e dell’Europa più protagonista del proprio destino, del proprio futuro. Come francescani, è possibile praticare un’economia creativa e respingere quel modello nordamericano o puramente occidentale che non tiene conto delle realtà locali del Sud del mondo. Più volte, la professoressa Maritirani ha invitato i partecipanti a uscire dal modello economico americano che non è in grado di gestire la globalizzazione e le crisi econimiche e politiche che coinvolgono gli Stati più poveri o in via di sviluppo degli ultimi trent’anni. Il modello americano e nord-europeo non tiene conto delle risorse del Mediterraneo e non ci rende protagonisti del nostro futuro.

Da segnalare, all’incontro, la presenza del presidente della Coreis (Comunità religiosa italiana islamica), l’imam di Milano Yahya Pallavicini che ha reso una bella testimonianza sulla fratellanza universale e sull’amicizia tra crisiani e musulmani.

La comunità Bahai di Caserta è stata rappresentata dalla signora Cirma Caterina, il cui messaggio è stato molto forte: la terra è abitata da tutti e costruire la pace è dono e compito di tutti gli uomini e le donne di buona volontà.

Erano presenti alcuni esponenti della Chiesa ortodossa che è a Napoli e che appartiene al patriarcato di Costantinopoli. Il messaggio della portavoce di questa Chiesa, la signora Elisabetta Kalambouka, è stato molto apprezzato: “Una piccola goccia può scavare una montagna”. Così, l’impegno della pace di ognuno di noi può creare molta comunione tra le nazioni e i popoli e le religioni. In questa prospettiva si sono mantenute le testimonianze della Chiesa apostolica italiana e della Chiesa libera (rappresentate dal sig. Giuseppe Verrillo) e del Gruppo ecumenico interconfessionale per le attività ecumeniche di Napoli (Giaen) il cui esponente è stato il signore Domenico Iacomino.

Per questa occasione, il cardinale Crescenzio Sepe, arcivescovo metropolita di Napoli, ha donato all’assemblea francescana un messaggio in cui invita tutti a lavorare per la pace e la giustizia in famiglia, in comunità, in città, sul posto di lavoro, rendendosi disponibili a rispondere sempre con il bene al male. Dopo un momento di festa, di musica e di danza, a ogni partecipante è stato consegnato il messaggio per la Giornata regionale sullo “spirito di Assisi”. Si afferma, in questo messaggio, che i francescani della Campania si impegnano a essere strumenti di pace e di riconciliazione tra i popoli e le nazioni, e a fovire il dialogo e il rispetto dell’altro nelle famiglie e nelle comunità, come anche nelle nostre città. Si sa, d’altronde, che al tema della pace è strettamente legato quello della giustizia e dell’accoglienza degli ultimi. Il rispetto e la cura degli stranieri rientra anche in questo messaggio. D’altronde, la presenza di immigrati è forte in Campania, soprattutto nel casertano e nel napoletano. Quasi certamente, questa giornata diventerà un appuntamento annuale per il futuro e si celebrerà la domenica prima del 27 ottobre.

Boutros Naaman


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  1. Rafael

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